La rivolta della Roma: «Basta con gli insulti»

L’allenatore smentisce dissidi con la società: «Se chiedo rinforzi non offendo certo i dirigenti del club»

Diego Armando Maradona sta nuovamente molto male, il fisico non risponde, ma è soprattutto la sua testa ad andarsene.
Ieri è stato assalito da forti e violenti dolori addominali e da un nuovo scompenso cardiaco mentre si trovava in compagnia della fidanzata Veronica Ojeda a Ezeiza, circa 40 chilometri da Buenos Aires, in una villa che stava occupando dopo le dimissioni dall’ospedale di Guemes, avvenute non più di 48 ore prima.
Il malore di primo mattino, il ricovero alle dieci ora italiana. Per sua fortuna Alfredo Cahe, medico personale licenziato da Diego poche ore prima perché ritenuto palloso e pessimista, aveva allertato un’ambulanza e una volante che stazionavano davanti alla sua abitazione e il celere ricovero in ospedale probabilmente gli ha salvato la vita. Ma il fisico di Diego senza una guida sta lentamente cedendo e lui ora è nuovamente in guai pesanti, tanto che nel suo entourage qualcuno si sta chiedendo seriamente questa volta come ne uscirà.
È stato talmente male che non si è opposto al nuovo ricovero e non sono giunte neppure notizie di aggressione a infermieri o al personale sanitario che gli ha prestato le prime cure.
Il suo stato era talmente allarmante che Cahe, subito richiamato in servizio, ha preferito evitare il viaggio fino a Buenos Aires, optando per un ricovero immediato al Madre Teresa di Calcutta di Ezeiza, prima al pronto soccorso e quindi nel reparto di terapia intensiva dove è stato sedato dalla dottoressa Cecilia Borgaretto. Alla stampa che stazionava davanti alla clinica, Cahe ha dichiarato che Diego aveva capito perfettamente la gravità della situazione: «E dopo aver discusso un po’ ha accettato il ricovero perché ora si tratta della sua vita».
Nel pomeriggio di ieri il quadro clinico sarebbe relativamente migliorato, tanto che sia Alfredo Cahe, sia Oscar Cicco, direttore dell’ospedale di Ezeiza, hanno escluso che sia in pericolo di vita: «Ma occorre una terapia psichiatrica molto intensa e un appoggio psicologico approfondito per farlo uscire dall’emergenza in cui si trova», ha precisato il direttore, facendo capire che gli abusi di cibo e alcol sono dipendenze ormai quasi allo stadio terminale.
Il bollettino medico del secondo pomeriggio non ha fornito chiare motivazioni alla nuova crisi di Maradona, probabilmente una riattivazione di epatite ormai acuta e tossica, ma il direttore dell’ospedale non ha escluso una pancreatite. In serata Diego è stato sottoposto a una endoscopia. Subito dopo le dimissioni dall’ospedale di Guemes, nel quale era stato ricoverato il 28 marzo in conseguenza della sua dipendenza da alcol, Diego aveva dato appuntamento allo stadio per il classico Boca-River in programma domenica, in serata invece è stato ricoverato al secondo piano della clinica Los Arcos di Baires assistito dalla moglie Claudia Villafane, la fidanzata Veronica Ojeda e raggiunto dalla telefonata di Cristina Sinagra. La clinica è piantonata da decine di tv, reporter e fan in preghiera.