Rivolta sul pullman dei clandestini Per scappare feriscono 12 poliziotti

Il gruppo era diretto all’aeroporto per essere rimpatriato. I fuggiaschi alla fine sono stati riacciuffati: arrestati invece cinque degli immigrati che hanno scatenato le violenze

Mariateresa Conti

da Catania

Stavano per essere portati all’aeroporto di Catania per essere rimpatriati. E così hanno tentato il tutto per tutto, bloccando in autostrada il pullman che li trasportava e scappando alla cieca, nelle campagne tra Enna e Caltanissetta. Tutti alla fine sono stati riacciuffati, cinque sono stati arrestati. Pesante il bilancio: diciassette feriti, di cui dodici sono poliziotti. Il più grave, un agente, ha una gamba fratturata
Rocambolesca fuga ieri mattina sull’autostrada Palermo-Catania di un gruppo di immigrati. I clandestini, dal centro di permanenza temporanea di Pian del Lago, dovevano essere portati a Catania, all'aeroporto di Fontanarossa, per essere rimpatriati. Erano a bordo di due pullman, scortati in testa e in coda dalla polizia. Ma proprio in autostrada un gruppo, costituito da una ventina di persone, ha tentato il tutto per tutto, inscenando una rivolta che ha costretto l’autista del convoglio a fermarsi.
La ribellione è scattata sul viadotto Ferrarelle, tra gli svincoli di Caltanissetta ed Enna, uno dei punti più solitari della A/19 Palermo-Catania, intorno alle 10,15. Gli immigrati hanno cominciato a urlare, a dare in escandescenze. Qualcuno si è alzato, si è avvicinato al conducente, minacciandolo. L’autista ha tentato di proseguire, ma invano. Impossibile continuare a guidare in quelle condizioni. Non appena l’autobus si è fermato gli extracomunitari hanno rotto qualche vetro, e si sono letteralmente buttati dai finestrini, dileguandosi nelle campagne vicine. Alcuni immigrati hanno anche inscenato un corpo a corpo con i poliziotti, tentando di sottrarre loro le pistole. Di qui le colluttazioni, sfociate in una «maxi rissa». Molti dei fuggiaschi sono stati bloccati e ripresi subito. Ma i sette che erano riusciti a far perdere le proprie tracce sono stati trovati solo in serata.
Una fuga rocambolesca. Solo il caso ha voluto che, proprio in quel momento, non passassero auto sul viadotto, altrimenti la rivolta dei clandestini avrebbe potuto avere conseguenze ben più pesanti. Le ricerche sono scattate immediatamente. È stato necessario bloccare sino a mezzogiorno il transito sull’autostrada, e questo ha provocato notevoli disagi al traffico in una giornata già difficile, a causa del blocco dei tir che in questi giorni sta interessando tutta la Sicilia. Cinque extracomunitari, catturati in campagna, sono stati arrestati con l’accusa di danneggiamento aggravato, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, e lesioni personali. Gli immigrati che, pur essendo sui pullman, non hanno partecipato alla rivolta, hanno poi continuato il loro viaggio alla volta di Catania. Alcuni sono stati imbarcati sugli aerei già in tarda mattinata.
È la prima volta, in assoluto, che i clandestini utilizzano una simile modalità per ribellarsi ai provvedimenti di rimpatrio. Anche se, nei centri di permanenza temporanea presenti in Sicilia ci sono state, più di una volta, rivolte, finite anche in maniera tragica, come è accaduto qualche anno fa a Trapani quando gli extracomunitari hanno appiccato un incendio.