Rivoluzione in arrivo sugli aerei di linea Fido mette le ali: volo speciale per cani

Stiva addio per ottanta esemplari che hanno raggiunto l’expo mondiale di Parigi seduti in aereo con i loro padroni in una sorta di business class riservata. Ma in Italia le regole di trasporto degli animali restano molto rigide

A differenza dei loro simili e poveri «mortali» voleranno in una sorta di business class. Si tratta però di veri Vip, per quanto di piccola taglia, della specie canina, sì insomma la crème dei Volpini, Yorkshire, Pechinesi e Chihuahua, tutti dotati di pedigree stellari, collarini firmati, ciotole di metalli preziosi, alimentazione seguita da un dietista, esercizio fisico studiato dal fisioterapista e il miglior veterinario internazionale al primo starnuto.

Visto che si tratta dei cani che parteciperanno al World Dog Show (Mostra mondiale del cane di razza) di Parigi, in programma fino al 10 luglio e considerato il business che gira attorno a questi «gioielli», se dovesse sorgere qualche dubbio sul grado d’affezione o d’interesse economico dei loro proprietari, non sarei sicuro di poterlo sciogliere. Fatto sta che Fufy e Cloe voleranno comodamente adagiati sui sedili dell’aeromobile, mentre, per i compagni altrettanto blasonati ma di taglia più robusta, si aprirà la solita stiva, magari con qualche cautela in più, visto il carico d’oro. Sembra dunque sia in arrivo, anche in Italia, la possibilità di viaggiare in aereo assieme al proprio cane, ma, per il momento questo è ancora un progetto rivolto alla cinofilia professionale, ovvero ai Vip di cui sopra. Per i cani «da zuppa» o di sangue blu ma oltre un certo peso, si apre la stiva dove, chi ha cuore per il proprio beniamino, non lo infilerebbe mai. È quanto mi dice al telefono il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla: «Il problema degli animali d’affezione in volo è ai primi posti della mia agenda, ma non è di facile soluzione, perché esistono motivi di sicurezza a bordo sui quali non si può glissare.

Per quanto possibile viaggiate con il cane in auto, camper, roulotte, treno, ma evitate le stive degli aerei, specie se sono previsti scali». Il dinamico e zoofilo ministro ha messo a disposizione, per chi deve viaggiare, un portale (www.turistia4zampe.it) che accoglie informazioni sulle strutture per cani e gatti. Cliccando un apposito riquadro si possono leggere anche le norme imposte dalle principali compagnie aeree per il trasporto di Fido e Silvestro.

Negli Stati Uniti è nata, lo scorso anno, una vera e propria compagnia aerea, la «PetAirways», che trasporta gli animali da una città americana all’altra, con l’assistenza di personale esperto e un veterinario a bordo. Nonostante l’ottimismo di Fabrizio Bocchino, della Prestige International Service, che vede una simile situazione anche per l’Italia, per il momento l’unica possibilità di far viaggiare numerosi cani (ma sempre di piccola taglia) con i proprietari, è quella di noleggiare un aereo o essere possessore di un jet privato.

Viste le regole ferree e spesso eccessivamente ristrette adottate dalle varie compagnie aeree per il trasporto dei nostri beniamini caudati, mi auguro che il sogno di Bocchino, diventi presto realtà, ma prevedere viaggi, personale di bordo, convenzioni con terminal o taxi, strutture alberghiere e quant’altro serve in un normale viaggio d’affari o di piacere, mi sembra un «american dream» (un sogno americano) che solo tra i danarosi petrolieri del Texas si può avverare.