Rivoluzione in banca: dal 30 aprile solo assegni non trasferibili

Nuove regole per contrastare riciclaggio ed evasione. Assegni liberi solo su domanda scritta e pagamento di 15 euro per un blocchetto da 10 e gli importi non potranno superare i 5mila euro

Roma - "Rivoluzione" nel mondo del credito: per contrastare fenomeni di riciclaggio e di evasione, dal 30 aprile gli assegni saranno tutti con la dicitura "non trasferibile" e quelli liberi si potranno avere con domanda scritta alla banca e pagando 1,50 euro di tassa ad assegno o 15 euro per un blocchetto da 10. Sono queste le principali novità illustrate oggi dall’Abi e contenute dalla nuova normativa anti-riciclaggio. Cambiano anche l’importo massimo consentito per i pagamenti in contante e arrivano nuovi limiti per i libretti di risparmio e i titoli al portatore.

Vecchi libretti Che ne sarà dei vecchi libretti di assegno? Chi ancora ne possiede potrà continuare ad usarli anche dopo il 30 aprile, purchè si rispettino le nuove norme. Andrà, quindi, obbligatoriamente indicata la clausola di non trasferibilità oppure andrà pagato il bollo e rispettato il limite di 4.999 euro. Bisognerà fare attenzione alle girate, perché se non saranno accompagnate dal codice fiscale di chi le effettua, saranno nulle e l’assegno non potrà essere riscosso. Inoltre, gli assegni liberi potranno essere essere utilizzati soltanto per importi inferiori a 5.000 euro. È opportuno ricordare che, dal 30 aprile in poi, da questa soglia in su scatta l’obbligo della dicitura non trasferibile. Anche per i libretti al portatore la soglia fissata dalle nuove disposizioni non deve superare i 5.000 euro. I libretti esistenti con saldi superiori dovranno essere estinti o dovranno essere condotti al nuovo limite, prelevando l’eccedenza. In tal caso la data per adeguarsi è fissata al 30 giugno 2009.