«Una rivoluzione che elimina le regalie»

Sindaco Flavio Tosi, parte la vostra rivoluzione: il federalismo fiscale della Lega è diventato di tutti. Cosa cambia da oggi?
«Finalmente una serie di regalie, condoni a livello finanziario e amministrativo concessi a Regioni e Comuni, finiscono. Regioni non per forza del sud: la Puglia, per esempio, generalmente gode di buona amministrazione, cosa che non si può dire della Sicilia, della Calabria, della Campania e in parte anche del Lazio...».
Ma il percorso parlamentare non è terminato, giusto?
«È chiaro che la partita ora si sposta sui decreti attuativi. Lì verranno inseriti i tempi, i modi le sanzioni e le contromisure. Per fortuna non passeranno dalle forche caudine dell’aula, perché altrimenti con i franchi tiratori che abbiamo, parlamentari che si oppongono al cambiamento anche all’interno della maggioranza, all’interno del Pdl intendo..».
Ultimamente qualche franco tiratore vi ha fatto perdere le staffe, a voi della Lega, sull’immigrazione e i centri di espulsione.
«Sì ma i decreti passeranno dalle commissioni e l’auspicio è che lì ci sia una battaglia tra buona e cattiva amministrazione».
Chi vi potrebbe mettere i bastoni tra le ruote?
«Chi è contrario al cambiamento, anche nel Pdl».
È questo il motivo per cui sull’immigrazione qualcuno nella maggioranza vi ha tradito?
«Chi ha votato contro il prolungamento dei tempi di permanenza nei centri ha votato a favore dell’immigrazione clandestina. Il centrosinistra lo ha fatto per un motivo ideologico. Ma chi all’interno del Pdl ha votato così lo ha fatto per altri motivi».
Per quali?
«Non si può dire, ma c’è da pensare male».
E il federalismo fiscale chi non lo vuole?
«C’è una percentuale importante di amministratori del sud che è collusa con il crimine e che viene eletta con meccanismi clientelari. Chi vive con il voto di scambio, con il federalismo fiscale starà a casa. Questi sindaci il cambiamento non lo vogliono, indipendentemente dal colore politico».
Con l’astensione del Pd e il sì dell’Italia dei valori però avete avuto una riforma quasi condivisa.
«Spero che questo spirito continui quando ci saranno i decreti. Lì si scriverà dove vanno i soldi, le contromisure se, come amministratore, sfori. Ben venga un atteggiamento bipartisan che aiuti a combattere quel malcostume e le infiltrazioni della criminalità organizzata».
Il federalismo fiscale, lei dice, è una grande battaglia contro la mafia?
«La criminalità organizzata sopravvive nel momento in cui c’è una classe politica malata. Il federalismo è una battaglia di legalità e contro gli sprechi. Ci sono milioni e milioni di euro in gioco, non sono cifre esigue. Nel momento in cui le amministrazioni che sforano con i bilanci verranno commissariate e saranno costrette ad aumentare la pressione fiscale, a quel punto i cittadini di quella Regioni saranno i primi ad avere interesse a cambiare. Capiscono che se votano un determinato candidato gli vengono mangiati i soldi».
E la criminalità organizzata verrebbe tagliata fuori dalle stesse scelte dei cittadini?
«Non sarà facile, soprattutto in quelle terre dove la fa da padrone l’antiStato. Ma la maggioranza dei cittadini siciliani, o campani, o calabresi, saranno i primi a festeggiare quando gli si darà la possibilità di mandare a casa una certa classe politica».
Veniamo ai rapporti interni alla maggioranza. Franceschini dice che Berlusconi sta dando molte batoste a voi della Lega, dall’immigrazione al referendum elettorale.
«Sull’immigrazione bene ha fatto Maroni a dirsi pronto a chiedere la fiducia. Una delle ragion d’essere di questa coalizione è la battaglia contro l’immigrazione clandestina. Se venisse a mancare, mancherebbero i presupposti per stare al governo. Nella maggioranza già le assenze sono state gravi, la presenza di franchi tiratori è un fatto gravissimo».
Berlusconi ha annunciato che voterà sì al referendum. Maroni non ha preso bene neppure questo...
«Voterà sì perché a lui conviene».
Ma nei vostri confronti gli conviene?
«È sbagliato rispetto a noi e rispetto al Paese. Verrebbe fuori una legge che dà la maggioranza assoluta a chi ha una maggioranza relativa. Credo che Bossi comunque sarà in grado di fargli cambiare idea...».
Con le buone o con le cattive?
«Con le buone e con le cattive. Anche qualora il referendum passasse, il parlamento può fare una legge elettorale. E Bossi la farà fare a Berlusconi, una legge più rispettosa del popolo elettore».