La rivoluzione culturale si arena sulla spiaggia

La sua carriera al servizio del thriller è iniziata nel 1982 con In the Heat of the Summer (Maledetta estate) mentre svolgeva il ruolo di cronista di nera per il Miami Herald. Ma a imporre John Katzenbach come protagonista internazionale dei romanzi di suspense sono stati titoli come La giusta causa, Corte marziale, L’analista, Storia di un pazzo (tutti editi da Mondadori).
Katzenbach si ripropone ora ai lettori con un titolo come Il professore (Fazi Editore, 522 pagine, 19.50 euro)) che mescola due temi inquietanti come la demenza senile e la pornografia on line. Per rendere appassionanti le sue trame lo scrittore americano ama immedesimarsi nei personaggi che racconta: «a volte traggo spunto dalla mia quotidianità - ad esempio dalle conversazioni con gli amici - ma spesso si tratta di un processo psicologico. Entro nella testa di un personaggio, inizio ad immaginare come mi comporterei se mi trovassi di fronte a un omicidio, un rapimento, un crimine. Per dare forma a un buon thriller è importante che i lettori possano identificarsi con facilità nei personaggi e nelle loro azioni, se non sono io il primo a farlo, come posso aspettarmi che lo facciano i lettori? Il prezzo che devo pagare è che a volte sono costretto a pensare come un omicida psicopatico».
Ed è proprio da una vicenda personale che è nato lo spunto di partenza per Il professore: «qualche anno fa ad uno dei miei più cari amici fu diagnosticata una demenza al lobo temporale frontale che lo ha portato alla morte in breve tempo. Ecco perché ho iniziato a documentarmi su tutte le malattie che colpiscono il cervello ed è così che mi è venuta l’idea di far ammalare il mio protagonista, Adrian Thomas proprio di demenza. Mi sono domandato: come reagirebbe una persona affetta da demenza se fosse testimone di un crimine?». L’aspetto affascinante di questo personaggio è che da un lato lotta per preservare la sua ragione da una malattia che gliene impedisce l’uso e dall’altro è consapevole che la sua ragione sia l’uunico strumento in grado di poter salvare una giovane vita».
Ne Il professore però c’è anche una scottante inchiesta dedicata al mondo dei film porno violenti: «quando si naviga in rete - spiega Katzenbach - bisogna stare attenti a quello che si cerca, i virus possono intaccare il computer ma certi siti sono pericolosi per l’anima: è per questo che non vorrei mai sostenere economicamente il mondo della pornografia online. A differenza dei protagonisti dei miei libri non pagherei mai per avere accesso a tali contenuti. Mi ha aiutato nelle ricercge un vecchio amico che si è occupato spesso di crimini informatici per l’FBI e su una cosa lui ha insistito: la rete è fluida, chiudi una pagina web oggi e domani l’avrai di nuovo online con un nuovo indirizzo, come la mitologica Idra, le tagli la testa, gliene cresceranno due. Ciò che mi infastidisce è che ci siano persone compulsivamente interessate a fruire di questi contenuti perversi ed altre pronte a sfruttare tali perversioni». E sul valore di un genere come il thriller aggiunge: «credo fortemente che tutti i libri dovrebbero contenere gli stessi elementi chiave che contraddistinguono il genere thriller: suspence, mistero, intrigo. Nonostante fin da bambino desiderassi diventare uno scrittore, ho sentito di essere pronto solo dopo aver lavorato a lungo come giornalista di cronaca nera. Da allora non ho più smesso di scrivere romanzi thriller. Non c’è nulla di altrettanto eccitante che scrivere qualcosa che sai toccherà il cuore e la mente dei lettori, tenendoli svegli la notte a domandarsi cosa accadrà andando avanti nella lettura».