Rivoluzione digitale: l’opera si vede a casa

«Benvenuta Liguria nello switch-off». Così esordisce Massimo Ferrario, direttore di Rai 5, il (per molti) nuovo canale che entrerà nelle case dei genovesi con il passaggio all’«all digital», operazione che nella nostra città ha il momento clou proprio in questi giorni. Un canale, il «quinto» - già con un anno di vita - fatto di cultura, spettacolo, teatro, viaggi, cinema, «di quelle che sono le cose belle, insomma», con le parole dello stesso Ferrario, e che sbarca in Liguria con un evento genovese al 100 per cento: la diretta del Flauto Magico di Mozart dal Carlo Felice, in scena domani sera alle 20.30.
Insomma, il palcoscenico del nostro teatro arriva direttamente sugli schermi ultra piatti dei genovesi, senza farli uscire di casa. Con la speranza che questo aiuti, in un futuro non poi così lontano, a scoprire un mondo, quello legato ai suoni, alle emozioni, agli odori di quinte e platea, e che inviti così ad andare più spesso a godersi gli spettacoli dal vivo. Paradossale? La televisione che invita ad alzarsi dal divano? E invece no, nulla di strano, «perché un’offerta del genere vuole essere qualcosa in più della semplice trasmissione - ha sottolineato anche la sindaco Vincenzi - e cioè uno stimolo a voler vivere l’arte in prima persona. Per questo ci auguriamo che questa nuova realtà aiuti il nostro povero Carlo Felice a risollevarsi del tutto e ad uscire dal tunnel in cui è stato imprigionato in questi ultimi anni». E allora ben vengano Papageno, la spietata Astrifiammante e tutti i draghi, gli asini e i coccodrilli usciti dalla mente fervida di Lele Luzzati, adornati magicamente dai costumi di Santuzza Calì; oltreché le note sublimi di Mozart, naturalmente. Direttamente a casa, per ora; poi si vedrà.
La trasmissione in digitale, curata da Felice Cappa, sarà introdotta e arricchita durante gli intervalli dai commenti di Michele dall’ Ongaro, volto già più che noto di Rai 5; con in più gli interventi dell’astronauta Paolo Nespoli e l’esperto di animazione Alfio Bastiancich. La regia televisiva è curata da Emanuele Garofalo. Un esordio in grande, che tutto sommato val bene una lite con l'’«ostico» decoder. E allora, signore e signori, ecco che il sipario si alza sull’era digitale.