La «rivoluzione» di Forza Italia: potere ai trentenni

I giovani di Forza Italia a scuola di politica e di «cosa pubblica» per imparare a vincere le elezioni e a fare, bene, gli amministratori: mira innanzi tutto a questo obiettivo il progetto «3nta», presentato ieri da Beatrice Lorenzin, battagliera coordinatrice nazionale degli azzurri di età compresa fra i 25 e i 35 anni, scesa in Liguria per distribuire direttive, strategie e compiti ai quadri locali «under» del partito. «C'è una richiesta che emerge da vari strati della società per dare la parola ai giovani e permettere loro di esprimersi» attacca immediatamente Beatrice, parola facile, sguardo sempre diretto negli occhi dell’interlocutore, grinta da vendere. Prende fiato, colora le gote e aggiunge: «In un Paese con milioni di lavoratori pensionati il sistema non può reggere. C'è invece la necessità di creare opportunità tra i giovani e fare network: in Italia ci sono 26mila amministratori sotto i 35 anni, di cui 4mila di Forza Italia». Si capisce che Beatrice vuol mandare il messaggio anche ai suoi amici di schieramento: «Mettiamoli alla prova, questi giovani, invece di blandirli e poi lasciarli in panchina anche per i tempi supplementari!».
Raccoglie la provocazione costruttiva Michele Scandroglio. Che si mette a disposizione, senza rinunciare allo stimolo con abbondanti manciate di pepe e peperoncino: «Questo atto di fede nei confronti dei giovani è una svolta copernicana, una netta inversione di tendenza rispetto alla politica gerontocratica. Loro, però, devono meritarlo, e capire soprattutto che la politica è fatica, impegno, responsabilità. Solo così potranno fare la loro parte. Ma, sia chiaro - insiste Scandroglio, con la consueta, spietata chiarezza -, insieme ai diritti che devono essere riconosciuti, i nostri giovani hanno il dovere di vincere!». Intanto, però, devono imparare: il progetto «3nta», lanciato dal Coordinamento regionale Liguria guidato dall’esperto Alessandro Lionetti, prevede, fra l’altro, corsi di formazione tenuti da docenti universitari come Giuseppe Casale, Stefano Monti Bragadin e Piero Canepa, e da politici di prima linea come l'onorevole Gabriella Mondello (più volte sindaco, prima di approdare al parlamento), don Gianni Baget Bozzo e alcuni amministratori locali liguri come il presidente della provincia di Imperia Gianni Giuliano, il sindaco di Loano Angelo Vaccarezza e quello di Beverino Andrea Costa. Le materie insegnate ai frequentatori saranno, in particolare, economia, comunicazione, politica e amministrazione pubblica. Col progetto «3nta» - sottolinea ancora l'inesauribile, entusiasta Beatrice Lorenzin - Forza Italia punta alle prossime elezioni amministrative per i Comuni e le Province liguri a «far diventare almeno 150 quei 96 giovani amministratori azzurri votati dal 2002 a oggi, alle elezioni comunali e provinciali a Genova e nelle province di Imperia, Savona, La Spezia». Ascoltano con trasporto, senza perdersi una battuta, il capogruppo in consiglio comunale Giuseppe Costa, Pierluigi Vinai, Giovanni Boitano, Alessandro Gianmoena, Gianteo Bordero e Massimiliano Cardamone, decisi tutti a rimboccarsi le maniche mettendo da parte limiti anagrafici e reumatici.
In margine alla presentazione dell’iniziativa, Scandroglio torna anche a parlare del candidato sindaco di Genova per il centrodestra: «Abbiamo più d'un candidato importante - conferma -. Non sarà un candidato di Forza Italia perché non è più la stagione delle candidature di partito. In vista delle amministrative liguri, l'obiettivo non è il partito unico, ma interloquire con il mondo della sanità e delle professioni liberali e operative, degli artigiani e commercianti, e ovviamente anche dei giovani».