Rivoluzione nel collocamento, entrano i privati

Servizi gratuiti per disoccupati e per il primo impiego. Mutui per gli atipici

La Lombardia apre gli uffici di collocamento ai privati. È stato approvato ieri (con l’astensione del centrosinistra, tranne Rifondazione che ha votato contro) il progetto di legge sul mercato del lavoro. Grazie alle nuove norme i lombardi disoccupati o in cerca di primo impiego potranno ottenere gratis servizi per il lavoro anche dai soggetti privati, purché accreditati. Finora i centri di collocamento privati potevano fare convenzioni con le società di lavoro interinale, adesso invece avranno la possibilità di occuparsi di tutte le esigenze lavorative dei cittadini. La Regione coordinerà e metterà in rete gli operatori. Alle Provincie sarà garantito un ruolo di primo piano nella stesura dei piani per il lavoro e nella tutela delle categorie deboli.
Tra le altre novità, la possibilità per i lavoratori atipici di accendere mutui grazie alla garanzia di un fondo regionale. Inoltre, arriva il «valutatore indipendente», che dovrà valutare l'efficienza di tutti i servizi, non solo per il lavoro, ma anche per la formazione e l'istruzione.
«Pubblico e privato sono sullo stesso piano - spiega l'assessore regionale al lavoro Gianni Rossoni -. Vogliamo aumentare le possibilità dei lombardi di trovare lavoro, visto che finora agenzie interinali e centri provinciali hanno risposto solo all’11% dei bisogni». E sottolinea: «Non privatizziamo nulla, non favoriamo nessuno. Mettiamo sullo stesso piano pubblico e privato e con l’accreditamento ampliamo le possibilità di scelta».
Toccherà alla Regione programmare gli obiettivi, i settori in cui intervenire e definire le risorse. Con questo obiettivo sarà creata una commissione regionale per le politiche del lavoro e della formazione, alla quale parteciperanno sindacati e datori di lavoro. La legge istituisce alcune strutture: l’Agenzia regionale per l’istruzione, la formazione e il lavoro; un Albo degli operatori pubblici e privati accreditati per l’erogazione dei servizi; l’Albo delle agenzie per il lavoro autorizzate a fornire i servizi.
Soddisfatto il presidente della Regione. «La legge - commenta Roberto Formigoni - rappresenta un tassello importante della nostra strategia per il rilancio della competitività del sistema lombardo. Siamo certi che darà un decisivo impulso all'incontro tra domanda e offerta di lavoro, con beneficio soprattutto per i giovani e per tutte le imprese». Il progetto era stato discusso e confrontato dal Comitato strategico per la competitività. «E il gotha dell’economia e dell’innovazione della nostra Regione - osserva Formigoni - ha espresso un convinto sostegno».