Rivoluzione Polverini nella sanità

Un altro passo in avanti verso una nuova programmazione sanitaria che garantisca risposte adeguate sulla base dei reali bisogni della cittadinanza. Una riorganizzazione che parte dal fulcro delle esperienze sanitarie: le Asl. È così che il presidente del Lazio Renata Polverini intende procedere: «Le aziende sanitarie hanno ricevuto il mandato di individuare le strutture da riconvertire compresi i reparti da accorpare secondo le diverse specialità. Gli spazi vuoti saranno destinati al territorio e agli ambulatori». Ed ecco la prima mossa sulla scacchiera della programmazione complessiva del comparto socio assistenziale. «È nostra intenzione procedere subito all’approvazione di una legge di riordino che ridefinisca l’assetto funzionale delle Asl. Secondo il nuovo assetto si concretizza il concetto di terzietà tra ente erogatore ed ente pagatore-controllore della prestazione. Alla Asl - spiega Polverini - competerà la funzione di committenza del servizio sanitario territoriale su erogazione delle cure primarie, prevenzione, coordinamento di tutte le attività, dal territorio ai servizi socio-assistenziali, alla sorveglianza sulle Residenze sanitarie assistite e al rischio clinico».
In questa accezione, la Asl sarà preposta a formulare, di concerto con la programmazione regionale, la richiesta di fornitura di prestazioni per ciascuna struttura nel proprio territorio. A questo progetto risulta complementare la scelta di procedere a una forte razionalizzazione del numero di Asl che verrà ridotto da 12 a 8 (con l’obiettivo finale di giungere a 6 entro la fine della legislatura: una per Roma città, una per la Provincia e una per ciascuna delle altre Province). Mentre, i presidi ospedalieri saranno inglobati in aziende ospedaliere al passo con i tempi. «Anche per i policlinici universitari - precisa Polverini - realizzeremo interventi di recupero. In buona sostanza l’azione principale sarà quella di assicurare la rivoluzione dell’attuale rete ospedaliera attraverso una visione sistemica che si attui e realizzi attraverso il concetto di rete».
E col riassetto dell’offerta di salute marcia di pari passo anche la rimodulazione delle risorse finanziarie che per la governatrice del Lazio si esplica con la sottoscrizione degli accordi con gli erogatori privati. Quelli coinvolti fino a oggi sono l’83 per cento (in tutto 680). Un lavoro complesso che si snoda con uno sguardo anche al futuro prossimo: entro ottobre sia arriverà a definire i nuovi programmi operativi del biennio 2011/2012 «per traghettare il Lazio finalmente - dice - dalla parte delle regioni virtuose del nostro Paese».
In questi giorni infatti, sono partiti controlli e verifiche per la definizione dei bilanci di esercizio 2009 ed è già pronta la forbice taglia-sprechi: riduzione dei costi legati a giacenze e movimentazioni. Quanto alle gare centralizzate, a regime produrranno risparmi fino a 800 milioni di euro. La portata del programma ha ricevuto il plauso di tutta la maggioranza.
«Si coglie con grande chiarezza dalle azioni del presidente, la volontà e la determinazione a risolvere i molti problemi legati alla sanità regionale - ha sostenuto Pier Ernesto Irmici a nome di tutto il PdL - . La grande sfida è abbassare i costi, mantenendo allo stesso tempo alta la qualità. Servono interventi strutturali e innovativi. Il riferimento comprende anche l’Asp (Agenzia di sanità pubblica) che dev’essere profondamente riformata. Il lavoro di riforma avviato dalla Polverini va sostenuto».
Sostegno che però da sinistra si dimostra claudicante come provano le parole del capogruppo Montino che, dimentico di aver governato la sanità assieme a Marrazzo, critica la programmazione assistenziale in favore di un programma di edilizia sanitaria. A proporre una convergenza sulla riorganizzazione sanitaria è capogruppo regionale dell’Udc Francesco Carducci che chiama a raccolta l’intero comparto assistenziale suggerendo la convocazione degli Stati generali della Sanità nel tempo più breve possibile, in autunno e comunque prima della sessione di bilancio di fine anno.