RIVOLUZIONE «SANTA»

Il fatto che il Partito democratico, l’Italia dei Valori, la sinistra radicale e il sindacato unico dei giornalisti italiani si siano schierati compatti contro l’ipotesi di disciplina delle intercettazioni, gridando alla lesione della democrazia e dei diritti, credo sia il segnale più significativo che una legge che regolamenti la materia non è urgente, ma urgentissima.
Ne abbiamo già parlato nei giorni scorsi, anche perchè credo che Genova e la Liguria siano uno dei posti dove la drammaticità della situazione emerge in modo più netto. Leggere sui giornali, nei mesi e nelle settimane scorse, roba che spesso non aveva alcuna rilevanza penale, è qualcosa che va al di là di ogni civiltà. Mi raccontavano addirittura di un tizio - che nemmeno conosco, ma a cui esprimo tutta la mia solidarietà - che rischia di essere lasciato dalla moglie perchè due intercettati gli attribuivano una relazione extraconiugale in una telefonata. Non è dato sapere se la relazione fosse vera.
A volte, in passato, ci siamo cascati pure noi, sarebbe ipocrita negarlo. Dal canto mio, ero, sono e resto invece convinto che i giornali non devono essere bollettini delle procure o copisterie delle ordinanze di pm e gip, come è spesso accaduto. I magistrati fanno il loro dovere; i giornalisti fanno un altro mestiere. O, almeno, dovrebbero farlo. Troppo facile dare regolarmente la colpa ai responsabili delle fughe di notizie, che altrettanto regolarmente non vengono mai scoperti. Per pubblicare qualcosa che non andrebbe pubblicato bisogna essere in due: chi dà il materiale e chi lo rende noto.
E quindi mi ha fatto particolarmente piacere che proprio dalla nostra terra, a Santa Margherita Ligure, Silvio Berlusconi abbia rilanciato la sua idea, che colpisce anche i giornalisti la cui specializzazione è il copia-incolla di atti delle Procure, con sanzioni pecuniare elevatissime per gli editori: «Noi intendiamo introdurre il divieto assoluto di intercettazioni telefoniche, escludendo quelle che riguardano la criminalità organizzata e il terrorismo e nel prossimo (...)