«Rivoluzione silenziosa in agricoltura»

Escono allo scoperto i possibili interessati all’acquisto: in primo piano sempre Air France

nostro inviato a Colonia

Siamo di fronte a una «silenziosa rivoluzione dell’agricoltura» e le imprese che operano nel settore chimico e delle biotecnologie si preparano a cavalcarla: lo ha detto ieri, a Colonia, Friedrich Berschauer, presidente di Bayer CropScience, la società del gruppo Bayer che si occupa di prodotti per l’agricoltura, che ha occupato gran parte della sua conferenza stampa di ieri a illustrare uno scenario di cambiamento che in pochi anni darà un nuovo volto non solo ai campi, ma anche a tutta l’agroindustria, a monte (l’agrochimica e le biotecologie) e a valle (la produzione di cibo e di biocarburanti). La popolazione mondiale sta aumentando vertiginosamente, ha notato Berschauer, e la superficie dei terreni coltivabili resta praticamente costante. In più in Cina e India stanno crescendo nuove classi medie che richiedono un’alimentazione migliore e più ricca. Non solo, ma i Paesi sviluppati stanno indirizzando i propri consumi energetici sempre più verso i biocarburanti: per motivi politici (diventare meno dipendenti dai produttori di gas e petrolio) e ambientali (far fronte ai cambiamenti climatici con combustibili non inquinanti).
Gli Stati Uniti vogliono incrementare la proporzione di biodiesel ed etanolo sul totale dei carburanti auto dall’attuale 3% al 25% entro 20 anni. Ue, Cina e Brasile hanno annunciato ambiziosi programmi: si prevede che dai 40 miliardi di litri consumati nel 2005 si arriverà ai 95 milioni nel 2015. Risultato: un forte aumento dei prezzi delle materie prime. Il grano è rincarato del 45% negli ultimi 12 mesi (negli Stati Uniti addirittura dell’89% dall´inizio del 2005), la soia del 30% nello stesso periodo. Soia e riso potrebbero salire del 41% entro il 2009.
«Sarebbe però una pazzia utilizzare prodotti agricoli pregiati per produrre energia», ha avvertito Berschauer. La soluzione potrebbe venire (e per Berschauer verrà) dalle biotecnologie che permetteranno di coltivare in situazioni difficili mantenendo sempre alte rese produttive. In dieci anni il fatturato delle sementi biologicamente modificate triplicherà, passando da 342 milioni del 2006 ad almeno un miliardo di euro. Nuovi prodotti nell’agrochimica porteranno altri due miliardi aggiuntivi di fatturato. Ma, ha sostenuto Berschauer, in tempi lunghi le biotecnologie assumeranno un peso sempre più crescente nelle vendite del gruppo e del settore dell’agricoltura in particolare. Lo scorso anno il giro d’affari di Bayer CropScience è stato di 5,7 miliardi di euro con un margine operativo lordo che ha sfiorato 1,7 miliardi, contro un fatturato di gruppo che ha quasi raggiunto i 29 miliardi e un mol di 4,67. I primi sei mesi del 2007 hanno visto restare praticamente stabili le vendite dell’agrochimica e un’accelerata delle biotecnologie. Berschauer si è detto ottimista per l’anno in corso, ma soprattutto per il 2008 e il 2009.