Rizzo-Giordano, il duello finisce in tribunale

da Milano

Finisce in tribunale la polemica tra Marco Rizzo (eurodeputato dei Comunisti italiani) e Franco Giordano (capogruppo alla Camera di Rifondazione comunista). Tutto comincia quando Rizzo commenta l’assenza di Bertinotti dal corteo di oggi facendo riferimento alle sua aspirazioni sulla presidenza della Camera: «Ah, cosa non si fa per diventare la terza carica dello Stato... quando ci sono di mezzo le poltrone...».
Giordano reagisce: «A proposito di incompatibilità morale e politica con lo spirito e la lettera dell’Unione, fa specie ascoltare da Rizzo che su un tema delicato e, a noi molto caro come quello della questione palestinese, il nostro comportamento sia dettato da interessi di poltrone». Secondo l’esponente di Rifondazione, «Rizzo con un transfert psicologico attribuisce a noi quello che lui ha fatto disinvoltamente in passato. Fino a mantenere ben salde le poltrone del governo che entrava in guerra nei Balcani». Giordano denuncia poi «ossessivi attacchi a Rifondazione comunista e al suo segretario da parte del Pdci» e in particolare «volgari esternazioni di Rizzo. La sua manifesta e nota immoralità espressasi in vicende politiche interne ed esterne a quelle della politica, ci ha indotto e ci indurrà in futuro a non prendere in considerazione le sue dichiarazioni».
Rizzo non molla il colpo: «Gli amici di Bertinotti non sopportano che qualcuno, come il sottoscritto, abbia il coraggio di raccontare la realtà così come è. Dal caso Ferrando al corteo per la Palestina, Bertinotti sta cambiando il dna comunista di Rifondazione, con una proclamata ambizione personale di concorrere alla terza carica dello Stato. Questi sono i fatti. Quanto agli insulti di Giordano, non me ne vorrà, essendo io convinto della sua forte fede comunista, aliena da qualunque interesse per il denaro, se dovrà risponderne in tribunale in quanto il sottoscritto si è già rivolto al proprio avvocato».