Rm/C, il dg Paccapelo interrogata dal Pm

Gramazio e Maselli (Pdl): «Commissione d’inchiesta»

All’indomani dello scandalo che ha coinvolto l’azienda sanitaria locale, Asl RmC, con una gara d’appalto «pilotata», una truffa da 21 milioni di euro, per l’informatizzazione della struttura, i carabinieri del Nas hanno eseguito altre misure cautelari, oltre ai cinque arresti già effettuati. La procura di Roma contesta a Claudio Lamberti, il componente della commissione che assegnò il servizio, a Fabio Blasi, amministratore della società «H Elite» che si aggiudicò la gara, a Pietro Vaccari e Carlo De Marino, titolari della società «Inside business consulting», i reati di corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio e turbativa d’asta. Iscritti nel registro degli indagati anche sei componenti della commissione, nominata dalla RmC, che doveva occuparsi dei criteri di aggiudicazione degli appalti e valutare le proposte che arrivavano dalle multinazionali e dalle aziende che operano nel settore informatico. Inoltre, la direttrice generale della struttura, Elisabetta Paccapelo, è stata sentita come persona informata sui fatti dal pubblico ministero Maria Cristina Palaia, titolare dell’inchiesta e ha fornito informazioni dettagiate sulle procedure delle gare d’appalto e sulla modalità di assunzione di Annamaria Robustellini, manager da due anni della RmC. «Una commissione di inchiesta che svolga indagini approfondite e rilevi l’operato del management della Asl RmC». A lanciare un appello al Presidente del Consiglio Regionale, è il consigliere regionale del Pdl Massimiliano Maselli (del gruppo di Forza Italia) che richiede «l’istituzione di una commissione d’inchiesta». Parla di «sanità della Regione Lazio allo sfascio», Domenico Gramazio, vicepresidente della commissione Sanità del Senato. «Bisogna avere il coraggio di commissariare tutte le Asl del Lazio e tutti i direttori generali nominati dall’ex assessore diessino Augusto Battaglia».