RMC VINCE CON IL RUSH FINALE DI KAY

Può una scatolina di plastica, con alcuni pezzettini di metallo in mezzo e qualche foro sul davanti, evocare la sensualità? Difficile, ai limiti dell’impossibile.
Ai limiti, per l’appunto. Perché c’è un caso in cui il miracolo avviene ed è quando la rotellina di quella scatola di plastica si sintonizza su Radiomontecarlo, che della sensualità eterea ha fatto la sua cifra stilistica. Ma l’avete mai sentito un jingle di Radiomontecarlo (da qui in poi, Rmc, anche se è una specie di codice fiscale)? Voce francese, intonazione sexy, testo che sembra una carezza: «Radio Montecarlo, musica di gran classe». Quasi superfluo precisare che la erre della signorina che fa l’annuncio è la più arrotata a disposizione, la parola «gran» si trasforma in qualcosa che suona più o meno «gron», alquanto chic, e la parola classe si trasfigura in «class», senza la «e» finale, che fa molto sangue. Tanto basterebbe per ascoltare l’emittente del principato.
Ma se il jingle è certo un segno di sensualità, c’è una voce che emana passione, una cifra radiofonica sexy elevata al quadrato. Ed è quella di Kay Rush, la proprietaria del tardo pomeriggio di Rmc, protagonista tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle 17 alle 20. Ora, la trasmissione Rush Hour è un bel pezzo di radio, leggero quanto basta, senza rinunciare ad approfondimenti e al pensiero. Così come è buona e raffinata la programmazione musicale, che forse in questo momento ha il suo manifesto stilistico nella nuova versione di One, il più grande capolavoro degli U2 e forse anche della storia della musica.
Ma, anche senza entrare nel merito del programma, basterebbe il saluto di Kay quando la trasmissione finisce, «Bye Bye from Kay Kay», per sognare. Perché lo dice, per come lo dice, per quando lo dice, quando iniziano a calare le prime ombre della sera. Del resto che Kay Rush sia un simbolo di sensualità non lo scopriamo oggi. Non tanto e non solo perché la conosciamo di faccia, fin dai tempi in cui conduceva Deejay Television con un altro look e un altro nome. Anzi, se possibile, questa circostanza toglie un pizzico di magia alla radio e al gioco della fantasia che consiste nel cercare di dare una faccia a una voce. Tanto più se è una voce che, a distanza di anni ed anni dal suo sbarco in Italia, ancora ha un rapporto con la lingua italiana (non con la grammatica, si badi bene), diciamo così folcloristico.
La sensualità di Kay traspare sempre e comunque. Un esempio su tutti? La compilation targata Rush e griffata Rmc. Accompagnata da fotografie di Kay che emanano sensualità. Ma questa è una precisazione superflua.