«Roba da Prima repubblica, vogliamo garanzie»

RomaDue provvedimenti, due schiaffoni: niente ronde, Carroccio ko pure sui Cie. Ma Roberto Cota, capogruppo della Lega alla Camera, dice di non essere deluso.
«No, infatti, sono furioso, Anzi, incavolato nero. Grazie ai franchi tiratori del Pdl, adesso verranno rimessi in circolo 1.028 clandestini. Bel risultato. Per colpa di qualche giochetto di Palazzo, ci rimette il Paese. E pensare che avevamo mostrato senso di responsabilità, accettando di stralciare il capitolo sui volontari per la sicurezza. Noi ci abbiamo messo buona volontà, loro ci hanno risposto con un pugno in faccia».
Chi sono «loro»?
«L’opposizione innanzitutto. Ma anche una buona parte della maggioranza. I numeri sono numeri, non tradiscono, loro».
E adesso?
«Adesso sono sempre arrabbiatissimo, però è il momento di ragionare con calma. La giornata è stata già abbastanza dura, non è il caso di buttare altra benzina sul fuoco».
È il momento cioè di rispolverare la diplomazia?
«Esatto. La soluzione dovrà trovarla Berlusconi nell’incontro che avrà con Bossi e Maroni. Il Cavaliere è il garante dell’alleanza, spetta a lui sistemare le cose. Vogliamo delle garanzie politiche».
Altrimenti?
«Altrimenti niente. Io sto ai fatti e i fatti mi dicono che su questo provvedimento eravamo tutti d’accordo. Avevamo lavorato tanto per sistemare le cose, ieri invece in Parlamento c’è chi ha lavorato per distruggere».
Ignazio La Russa sostiene che c’erano assenti pure nella Lega. In Transatlantico vi siete quasi accapigliati.
«Al di là di quelli in missione, i nostro assenti era solo tre, e tutti per gravi motivi personali e di salute. Non dico chi sono e perché non c’erano solo per rispettare la loro privacy».
Quindi secondo lei, a far passare l’emendamento dell’opposizione, sono stati determinanti alcuni suoi alleati?
«Purtroppo è così. Hanno votato un testo Franceschini-Casini che in pratica è un indulto nei confronti dell’immigrazione clandestina. Al di là dell’effetto immediato dei mille e passa irregolari che ne beneficeranno se non provvederemo in tempo, c’è anche un grande effetto psicologico negativo nella lotta agli sbarchi. È stato cancellato un deterrente».
C’è pure un effetto politico nella maggioranza?
«Sì. Però io credo, spero, che rientri presto tutto con il faccia a faccia tra Berlusconi e Bossi».
Vi sentite presi in mezzo?
«C’è stata una manovra oscura, sommersa, da vecchia Prima Repubblica. Una roba da traditori e irresponsabili che non mi interessa analizzare».
Prima eravate tre partiti, ora due si sono fusi. Questa novità vi sta penalizzando? Sta dando copertura a qualche ripicca, a qualche mal di pancia?
«Questo bisognerebbe chiederlo al Pdl. È un problema loro, se lo risolvano da soli».
Intanto avete dovuto rinunciare pure alle ronde...
«Abbiamo fatto un passo di lato, non un passo indietro. Stralciare il testo sui volontari della sicurezza dal decreto per metterlo in un ddl è stato un atto di buona volontà che a posteriori possiamo giudicare inutile. Ma non molliamo, perché la riteniamo una cosa giusta. La norma è inserita nel provvedimento sulla sicurezza già approvato dal Senato e abbiamo già chiesto al presidente Fini una rapida calendarizzazione alla Camera».
Niente trattative, ne farete una battaglia di principio. È una bandiera come il federalismo?
«Ripeto, è una cosa giusta che va fatta. È uno strumento per dare sicurezza ai cittadini, gli stessi sindaci di sinistra li utilizzano. Del resto è stata votata all’unanimità dal Consiglio dei ministri e perciò non capiscono perché ora si debba cambiare idea».
Forse per agganciare l’Udc?
«Non lo so, non mi interessa».