Robe da Champions: c'è l’arbitro parlante

Domani la finale di Roma tra Manchester United e Barcellona: designato lo svizzero Busacca. Che si fa intervistare alla vigilia: "Se chiudo gli occhi e penso alla partita ho solo sensazioni positivi"

Parla un italiano perfetto (e anche il francese, l’inglese e lo spagnolo), ma soprattutto parla. E lo fa alla vigilia della partita più importante della sua carriera. Massimo Busacca, 40enne svizzero di Monte Carasso nel Canton Ticino e internazionale dal 1999, sarà l’arbitro della finale di Champions Manchester United-Barcellona. Un privilegio: significa che per l’Uefa sei il fischietto più affidabile e preparato a dirigere la supersfida dell’anno. Un premio a chi come Busacca ha il pallino della preparazione fisica.

Così, mentre il Manchester è già arrivato a Roma mentre il barcellona atterrerà soltanto oggi, lo svizzero non ha ricevuto alcun divieto a stare in silenzio prima dell’atteso appuntamento: quando la redazione di Sky Sport lo ha chiamato, ha serenamente espresso il suo pensiero sulla finale dell’Olimpico. Nessuna dichiarazione sconvolgente, solo l’espressione dello stato d’animo di chi vivrà la più bella serata della carriera. Chissà se il designatore Collina o il presidente dell’Aia Nicchi avrebbero mai permesso di parlare a un Rosetti piuttosto che a un Farina o un Rocchi (tanto per citare i nostri arbitri più quotati) prima di una partita così importante.

Accontentiamoci così delle parole di Massimo Busacca, che nella vita gestisce una mensa vicino a Bellinzona e come arbitro aveva raggiunto il suo apice nella finale dell’ormai defunta Coppa Uefa, il derby spagnolo di Glasgow del 2007 tra Siviglia e Espanyol finita ai rigori. Ora la grande occasione. «La mia designazione per la finale di Roma è un miracolo del cielo», ha detto l’arbitro, cattolico praticante e con un forte senso religioso, tanto che agli Europei 2008 mostrava una croce sul portafischietto. E ancora: «Se chiudo gli occhi e immagino la partita, ho solo pensieri positivi su questa partita, credo sia fondamentale per l’approccio al match. Un arbitro deve essere così, penso che tutto andrà bene, poi se succederà qualcosa vedremo. Cerco di prepararmi in questo modo, fissando una giusta linea dai primi minuti per fare andare la partita nella giusta direzione». Poi la conclusione più ovvia: «Manchester e Barcellona sono due squadre che prediligono il gioco, sarà una grande serata di sport, domani sera vincerà il calcio». Banalità, ma almeno ha potuto esternarle.