Roberto Caput Mundi

I grandi voltagabbana almeno sono grandi, i loro contorcimenti sono pubblici, talvolta sono persino armati di logica politica: non solo del sacro obiettivo di sbarcare il lunario. Sono i voltagabbana più sconosciuti a dare la misura di un certo residuale professionismo della politica. Esempio: Roberto Caputo, socialista lombardiano che personalmente mi stava già sulle scatole nell'autunno 1992, quando invocava le dimissioni di Craxi dopo che ovviamente era caduto in disgrazia. Seguite il percorso. Prima di Mani pulite, nelle giunte socialiste milanesi, fa l'assessore praticamente a tutto: Personale, Informatica, Organizzazione, Servizi civici, Sport, Turismo, Tempo libero e Arredo urbano. Nel 1992 chiede il rinnovamento del partito per via della questione morale, un classico. La questione morale bussa alla sua porta nel 1993: inquisito e condannato a un 1 anno e otto mesi dopo aver preso l'avvocato Giuseppe Lucibello, noto amico di Antonio Di Pietro. Prescrizione del reato. Poi nel 1997 sfocia in Forza Italia e lo inquisiscono di nuovo, e siccome ora è di Forza Italia molla Lucibello e prende un avvocato di Forza Italia, Gaetano Pecorella. Lo assolvono. Nel 2005 passa alla Margherita e di passaggio chiede che a Craxi, quello di cui aveva invocato la cacciata, sia dedicata una pubblica via. Nel 2007, l'altro ieri, passa nello Sdi. Non crediate che sia finita.