Roberto di Moleste

Robert Maligny dei conti di Tonnerre nacque verso il 1029 nella Champagne e giovanissimo entrò nell’abbazia di Moutier-la-Celle. Nel 1050 ne divenne abate. Fu presto talmente stimato che nel 1068 i monaci di Saint-Michel di Tonnerre lo vollero come superiore. Ma, poiché questi non accettavano i suoi tentativi di riforma in senso più austero, Roberto nel 1073 passò al monastero di Sant’Aigulfo. Un gruppo di eremiti che vivevano nel bosco di Colan, suoi ammiratori, ottennero dal papa Gregorio VII di averlo come capo. Grazie al suo lavoro ben presto fu necessario un posto più ampio e migliore, che fu trovato nella foresta di Molesme, diocesi di Langres (testimone dell’atto notarile fu Tezzelino il Rosso, padre di s. Bernardo di Chiaravalle). I monaci dovevano lavorare duro e talvolta mendicare. Ma arrivarono anche le donazioni da parte dei signori vicini e nel 1085 l’abbazia era già ricca e potente. Col benessere cominciarono i dissensi interni sull’osservanza della regola, tanto che Roberto se ne andò per cinque anni dai monaci di Aux, che vivevano semplici e poveri. A quel punto, i suoi di Molesme, pentiti, ricorsero al papa Urbano II per farlo tornare. Roberto obbedì ma, mentre era impegnato in un viaggio nelle Fiandre, i litigi riesplosero. Allora Roberto comprese che doveva ricominciare da capo altrove. Con una ventina dei suoi più fedeli si portò a Cîteaux (Cistercium), dove ripristinò lavoro e povertà, dando di fatto inizio al nuovo ordine cistercense. Ma quelli di Molesme riuscirono ancora una volta, tramite il papa, a farlo tornare. Morì a Molesme nel 1111.