Roberts, Kidman, Ryan: donne fatali della moda

Tutta questione di fatturato. I divi hollywoodiani costano molto (e spesso pretendono anche di più: Tom Cruise ha voluto da Armani, per il suo matrimonio, due abiti da cerimonia gratis), però fanno lievitare gli affari, allargando le fasce di pubblico e portando nuovo glamour. Prendete Demi Moore: fu lei, benché in ribasso al cinema, a sostituire Madonna come testimonial di Versace nella stagione 2005-2006 (quest’anno è stata ingaggiata Halle Berry). Fotografie superpatinate, moderatamente sexy, con spacchi profondi e porzioni di seno, per offrire l’idea di una donna aggressiva e molto femminile. Ricorderete la Moore in cappotto giallo, apparentemente senza niente sotto, capelli lunghi da Pocahontas e sguardo seduttivo.
Quasi irriconoscibile, invece, Kim Basinger per Miu Miu; bianca, scalza ed essenziale Julia Roberts per Ferrè; statuaria Uma Thurman per Vuitton. Poi ci sono profumi, gioielli e orologi. Nicole Kidman femme fatale per Omega, Meg Ryan bionda e blu per Baume & Mercier, Scarlett Johannson sorridente per Calvin Klein, Charlize Theron in controluce per Raymond Weill. Gettonatissima Sharon Stone. Il suo Basic Instinct 2 ha toppato, ma Dior e Salvini se la sono divisa senza problemi.