Robilotta: «I conti della sanità ancora non tornano»

Nonostante la propaganda dei giorni scorsi di Marrazzo e Montino i conti della sanità continuano a non tornare. Il debito ereditato dalla giunta Marrazzo non è stato di 9,5 miliardi di euro bensì di 4,662 miliardi. A questa cifra si deve aggiungere 1 miliardo del deficit complessivo del 2005, pari a 1,737 miliardi, in quanto 737 milioni sono stati coperti con l’aumento delle tasse relativo all’anno 2006. Per cui il deficit complessivo al 31 dicembre 2005 era pari a 5,662 miliardi.
Rispetto a questo debito lo Stato ha già erogato alla Regione Lazio 5 miliardi, il famoso prestito trentennale poi trasformato in prestito «a babbo morto»; e altri 2,1 miliardi, previsti dal decreto legislativo 23 del 2007, sono stati solo in parte erogati perché vincolati dalla legge non solo alla firma del piano di rientro ma soprattutto alla sua attuazione.
Lo Stato ha dunque estinto l’intero debito della Regione e a tal fine ha erogato una cifra superiore al debito stesso. Non solo ma lo Stato sta erogando alla Regione un fondo di accompagnamento per il piano di rientro a copertura dei disavanzi degli anni 2006-2009 pari a circa 1,363 miliardi. Dunque l’impegno finanziario a carico dello Stato è di circa 8,5 miliardi, somma che mai nessuna Regione ha avuto.
Il piano di rientro elaborato dalla Regione Lazio si è rivelato un vero fallimento perché non ha prodotto nessuna diminuzione della spesa sanitaria che nel Lazio aumenta al ritmo del 4-5 per cento all’anno rispetto a una media nazionale del 2 per cento. Nel 2007 la spesa pro-capite nel Lazio è stata tra le più alte, pari a 1931 euro, contro una media nazionale di 1731 euro e una crescita tra il 2001 e il 2007 del 38,5 per cento. Prima del Lazio ci sono soltanto la Valle d’Aosta (1989 euro pro capite) e Bolzano (2209 euro). Sempre nello stesso anno il disavanzo procapite è stato il più alto, 261 euro contro una media di 54.
Diversamente da quanto sostenuto da Marrazzo e Montino il disavanzo del 2007 è pari a 1,7 miliardi e quello del 2008 a 1,840 miliardi, coperti con il fondino statale, l’aumento delle aliquote Irap e Irpef e un fondo regionale. Nel 2009 rispetto a 9,3 miliardi che la Regione avrà dal riparto del fondo sanitario è previsto un tendenziale di spesa pari a 11,3 miliardi, e quindi il disavanzo presunto a oggi è di quasi di 2 miliardi. Non solo ma nel 2009 la crisi economica porterà a un minor introito fiscale e la maggiorazione di Irpef e Irap darà una somma di parecchio inferiore a quella data negli anni precedenti, quasi 1,1 miliardi, per cui ci sarà un problema di copertura finanziaria.
Nel 2010 non ci sarà più il fondo statale di accompagnamento e la Regione dovrebbe raggiungere il pareggio di bilancio, altrimenti scatterà un ulteriore aumento delle tasse sino a totale copertura del deficit prodotto. Se questi sono i conti prima si fa una vera riforma sanitaria meglio è per i cittadini della nostra Regione.
*Consigliere Regionale
del PdL