Robin Guthrie fa rivivere il sound dei Cocteau Twins

Dici Robin Guthrie e a molti (soprattutto agli over 40) tornano in mente gli scozzesi Cocteau Twins, fra i maestri assoluti di quel dream-pop che ha fatto sognare un'intera generazione cresciuta negli anni Ottanta ed è poi diventato uno dei generi più influenti nella decade successiva.
Co-fondatore della band assieme all'indimenticata cantante Elizabeth Fraser, a Guthrie (chitarra-tastiere) va dato atto di aver rielaborato le tensioni post-punk e dark-rock della new wave britannica più decadente tingendole di pop etereo, onirico e visionario. Risultato: una manciata di album memorabili tutti pubblicati dalla mitica casa discografica britannica 4AD. Uno per tutti, il capolavoro Treasure, uscito nell'ottobre del 1984.
A caratterizzare il sound liquido ed evocativo dei Cocteau Twins due elementi: gli inconfondibili gorgheggi eterei della Fraser, più vicini al sussurro che all'acuto e per scelta indecifrabili, e le partiture strumentali, mix di accordi cristallini, arpeggi riverberati di chitarra, melodie soffici, cadenze languide, tastiere sinfoniche e saturazioni di effetti e loop. Il tutto per un'esperienza davvero unica e originale che alla struttura narrativa del rock classico ha contrapposto una struttura statica, quasi contemplativa.
Dopo lo scioglimento della band, Guthrie, oggi 45enne e residente in Bretagna, ha proseguito la sua ricerca sonora senza rinnegare il proprio passato, impegnandosi, soprattutto negli ultimi anni, in diversi progetti e dividendosi tra produzioni altrui, colonne sonore (come Misterious Skin di Gregg Araki) e ricerca elettronica.
Robin Guthrie
stasera, ore 22
Garage, viale Marelli 280
Sesto San Giovanni
ingresso 10 euro