«Robin Hood»: con la tassa arriva il fondo-calmiere

Vi confluiranno i prelievi sui profitti «da congiuntura» per essere utilizzati contro i rincari di pane e petrolio

da Roma

Giuseppe Vegas tratteggia il profilo della legge finanziaria davanti alla Conferenza unificata. La manovra triennale - annuncia il sottosegretario all’Economia - sarà da 34,8 miliardi di euro. Di questi, 13,1 nel 2009; e una parte verrà anticipata a prima dell’estate. Il varo è atteso in un consiglio dei ministri della prossima settimana. Nel 2010 gli interventi complessivi saliranno a 20,2 miliardi. La parte restante nel 2011, così da raggiungere il pareggio di bilancio.
Dei 13,1 miliardi del 2009, 3,4 arriveranno da risparmi degli enti locali, e un altro miliardo all’anno nel triennio da tagli alla Sanità.
Al di là degli interventi previsti per azzerare il deficit entro il 2011, nei provvedimenti che verranno varati la prossima settimana (molto probabilmente due decreti e un disegno di legge) debutterà anche la «Robin Hood tax». Si tratta dell’imposta che Giulio Tremonti vuole introdurre per raggiungere quelli che (utilizzando una formula coniata da Luigi Einaudi) il ministro dell’Economia definisce «guadagni di congiuntura». Si tratta di quei profitti realizzati dai diversi settori grazie all’andamento congiunturale. E al primo posto, ci sono gli extra utili realizzati da chi commercia e vende carburanti.
Robin Hood prendeva ai ricchi per dare ai poveri. E i tecnici del ministero dell’Economia stanno studiando formule per far arrivare direttamente alle fasce di popolazioni più colpite dal caro-petrolio e dal caro-pane il gettito raccolto con la nuova tassa.
Tra le soluzioni allo studio c’è quella di far confluire in un Fondo il gettito determinato dalla nuova tassa, così da essere poi utilizzato per alleggerire le imposte. Il meccanismo di restituzione è reso più complicato dalla circostanza che il contributo di ogni Stato europeo si calcola sul gettito dell’Iva. Quindi, il governo deve tenere «virtualmente» stabile la base su cui si calcola l’Iva (proprio per non far venire meno risorse a Bruxelles), ma far scendere i prezzi di pane e benzine.
Il meccanismo studiato conta di utilizzare una quota del gettito confluito nel Fondo (complessivamente, all’Economia si ragiona sugli 800 milioni) per «coprire» un abbattimento delle accise sui carburanti. In tal modo, il prezzo alla pompa potrebbe scendere; ma la base di calcolo dell’Iva (prezzo industriale più accise) rimarrebbe inalterato.
Stesso meccanismo (ma un po’ più complicato) potrebbe essere utilizzato per altri beni primari, a partire dagli alimentari. Una quota del gettito confluito nel Fondo potrebbe compensare un taglio d’aliquota Iva su questi generi, così da far scendere il prezzo finale. Analogamente per la benzina, l’intervento del Fondo finirebbe per dare compensazione al calo del gettito Iva, e rispettare così gli obblighi con l’Unione europea.
In un vertice a Palazzo Grazioli, Tremonti avrebbe soltanto accennato al meccanismo prima di partire per Osaka per il summit dei ministri economici del G-8. Insieme, alla Robin Hood tax, poi, il governo conterebbe di affiancare alla manovra di correzione dei conti pubblici anche un ampio programma di liberalizzazioni e il Piano Brunetta di riforma della pubblica amministrazione.