Robin Tax, è scontro tra Tremonti e l'Abi

Il ministro dell'Economia insiste: la struttura della Robin
Hood tax introdotta dal governo sul settore petrolifero non
cambierà. L’esecutivo assicura impedirà che l’imposta ricada sui
consumatori. Faissola: "Incompatibile con la concorrenza"

Roma - La struttura della Robin Hood tax introdotta dal governo sul settore petrolifero non cambierà, inoltre l’esecutivo impedirà che l’imposta ricada sui consumatori. Nella conferenza stampa al termine dell’Ecofin, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha nuovamente confermato che struttura della tassa resta invariata" ha detto il ministro.

Nessuna ricaduta sulle bollette "Non ci sarà traslazione sulle bollette", ha aggiunto. Il ministro ha detto anche di aver ricevuto le scuse di Gianfranco Conte, presidente della Commissione Finanze della Camera, che ieri sera aveva prima annunciato il ritiro della Robin Hood Tax, salvo, poi smentire. Al di là di qualche dettaglio tecnico, garantisce Tremonti, non ci saranno comunque ricadute sui consumatori a livello di bollette di utenza. "Non ci sarà traslazione e sono convinto che di questi tempi l’imposta giusta sia quella sugli extra-profitti, non quella sugli operai", spiega il numero uno di via XX Settembre.

L'incremento del gettito Il ministro dell'Economia precisa che "fermo restando l’impianto e l’incremento del gettito, uno dei punti su cui stiamo riflettendo è se confermare o no le royalties che incrociano gli interessi della Basilicata. Si tratta però solamente di una revisione interna al meccanismo dell’imposta". La cosiddetta Robin Hood tax, che colpisce gli extra-profitti delle compagnie petrolifere, concorre nel 2009 ad assicurare un gettito pari a circa 4,5 miliardi di euro su una manovra finanziaria complessiva di 15 miliardi.

L'attacco dell'Abi "Siamo consapevoli delle difficoltà del paese, però l’aumento della pressione fiscale sulle banche è da considerare come straordinario. Siamo fiduciosi che la pressione fiscale al più presto possa tornare su livelli compatibili con la capacità di competere a livello internazionale". Così il presidente dell’Abi, Corrado Faissola, boccia la Robin Hood tax sulle banche spiegando che l’allungamento a 18 anni "del recupero degli accantonamenti sulle svalutazioni si commenta da solo: è una detraibilità fiscale a babbo morto". L’anno scorso, ha aggiunto faissola che guiderà l’associazione per un secondo mandato biennale, il sistema bancario ha pagato imposte per 8,4 miliardi cifra che rappresenta il 10 per cento del totale delle imposte dirette societarie. La pressione fiscale sulle banche italiane "è superiore del 7 per cento alla media europea ed è del 3 per cento superiore a quella che si applica alle altre imprese in italia".