Il robot che dialoga e riconosce gli oggetti

La massima autorità in materia, Rodney Brooks, direttore del laboratorio di intelligenza artificiale e scienze informatiche del Mit di Boston, ha le idee chiare: «Mostrate a un bambino di due anni una chiave, una tazzina, un libro e qualche altro centinaio di oggetti e sarà in grado di classificarlo come chiave, tazzina o libro, anche senza averlo mai visto prima. Un computer o un robot non sono ancora in grado di farlo. Lavoriamo su questo problema da quarant'anni e abbiamo sempre fallito. Entro il 2056 potremmo risolvere il problema del riconoscimento generico degli oggetti. Ormai la tecnologia ci aiuta, per potenza e capacità». Il direttore di Google, Peter Norvig, lancia un'altra sfida: un motore di ricerca con cui si potrà «discutere» direttamente e i cui risultati non saranno una semplice lista, ma un vero e proprio report con citazioni dalle fonti e approfondimenti originali.