Un robot per ritrovare i sorpassi perduti

Il presidente della F1 svela: «Così risolverò i problemi»

nostro inviato a Monza

Come in una fiaba, come in una Biancaneve moderna, il presidente un po’ dittatore e un po’ no della Formula Uno, sir Max Mosley, ha scelto il Parco e il suo Palazzo Reale per annunciare che, d’ora in poi, per certe decisioni, si affiderà a uno specchio che non è delle sue brame, bensì la traduzione moderna dello stesso: un potentissimo computer. Ovviamente, l’avveniristico oggetto non dovrà dirgli chi è il più bello del reame, ma come rendere più bella questa F1 che asfissia fra regolamenti e qualifiche che non eccitano e sorpassi che non ci sono.
La decisione è stata presa dopo che un recente sondaggio fra i tifosi che ogni due settimane seguono le gesta di Schumi, Alonso, Raikkonen e compagnia davanti alla tv o nei circuiti, aveva messo in pole position, fra i mali di questo sport, proprio la mancanza di sorpassi (94% degli interpellati). Un dato che, affiancato all’altro risultato (l’88% dei fan vuole regole che esaltino le doti dei piloti), non ha lasciato dubbi al grande capo. Così, ieri, Mosley ha annunciato di aver sottoscritto un accordo con la Amd per studiare, «grazie all’utilizzo di alcuni fra i più potenti elaboratori del mondo, come rendere più combattute le gare. Entro la fine dell’anno avremo risolto il problema dei sorpassi». Verrà infatti ricreata una realtà virtuale in cui, su diversi circuiti, duelleranno monoposto con assetti derivati dalle F1 vere. A quel punto, verranno modificati i parametri aerodinamici per vedere come cambiano le possibilità di sorpasso di chi attacca o di difesa di chi precede.