Rocca in slalom resta ai piedi del podio

Esordio col botto, nevicata in diretta come superspot per le vacanze di Natale, atleti che saltano come birilli su un pendio criticato perché troppo facile, alla fine l’Alta Badia ha offerto spettacolo anche per lo slalom. Certo mancava il fascino notturno del Canalone Miramonti di Madonna di Campiglio, estromessa dal calendario per il raddoppio sulla Gran Risa, ma alla fine, come ha detto lo spettatore Alberto Tomba (buon compleanno, oggi sono 40), «per gli atleti un vantaggio c’è stato, hanno evitato un trasferimento faticoso».
Slalom dell’Alta Badia, una prima assoluta, un albo d’oro che si apre con il nome di Markus Larsson, lo svedese già secondo a Levi e poi saltato a Beaver Creek. Sul podio con lui sono saliti Ted Ligety e Ivica Kostelic, slalomisti dai piedi buoni, bravi a galleggiare sulla neve morbida e disseminata di buche che stavolta non ha mandato in tilt Giorgio Rocca, ottimo quarto a 62/100 dal vincitore.
La giornata, per il nostro leader sfortunato, era cominciata con una batosta nella prima manche: sceso per quarto, si era perso sugli spigoli dei suoi sci ed era finito 12°, unico dei big a non sfruttare il vantaggio della pista liscia. Il distacco dal francese Stephane Tissot, un secondo e trenta, lasciava poca speranza per un recupero. E invece, nella seconda, ecco la reazione da campione ferito. Attaccando con intelligenza e dosando molto bene la pressione, Giorgio ha recuperato ben otto posizioni, anche sfruttando gli errori altrui: quelli di Janyk, Neureuther, Grandi, Palander e Benny Raich, fuori dopo la solita inforcata su un cambio di pendenza, se non è crisi nera poco ci manca, anche se lui insiste a dire che va tutto bene.
Non va tanto bene invece per Rocca, subito deluso, poi a freddo tutto sommato felice del quarto posto, un po’ meno per la sosta forzata cui ha deciso di sottoporsi per curare il ginocchio destro che continua a fare male: «Mi fermo, farò dieci giorni di fisioterapia, niente Hinterstoder e niente Bormio, addio alla polivalenza, rientrerò ad Adelboden, per il gigante forse, per lo slalom sicuro, voglio tornare a vincere. Oggi mi fa piacere essere di nuovo con i migliori, sono contento soprattutto per la buona reazione che ho avuto dopo la brutta prima manche, ho mantenuto i nervi saldi e cercato di non pensare al dolore, che però c’è, purtroppo».
Chi ha perso una grande occasione ieri è stato Peter Fill, 31° e primo escluso dalla seconda manche, pochi centesimi in meno e sarebbe partito con l’uno, con l’occasione di dimostrare il suo vero valore anche fra le porte strette che tanto ama. Zero punti per lui, ma la soddisfazione di essere ancora con i primi nella generale di coppa, quarto dietro a Svindal, Cuche e Bode Miller, ieri fuori nella prima manche dopo dieci porte a mille all’ora, fosse arrivato sarebbero stati dolori per tutti.
Nell’unica prova cronometrata della discesa femminile di Val d’Isère, in programma oggi alle 10.30, miglior tempo per Anja Paerson, 8° per Nadia Fanchini.