Rocca va a fondo Ci consola Moelgg salito sul podio

La numero uno del mondo soffre per tre ore e mezza prima di piegare la Sharapova

Slalom spettacolare, ed era previsto. Con vincitore a sorpresa, come a volte succede nella prima gara della stagione, quando ci si ritrova dopo sette mesi di allenamento e ci si accorge che certi valori sono mutati.
Ecco la novità, ecco l’uomo che sembra aver compiuto i maggiori progressi: si chiama Marc Gini, è uno svizzero del cantone dei Grigioni, ha appena compiuto 23 anni, parla l’italiano e ha una sciata moderna, fluida, naturale, per nulla costruita, che ci ha messo un po’ a dare i frutti. Fino a ieri Marc vantava un 9° posto come miglior risultato, ma nella bufera di Reiteralm, partendo con il numero 19 nella prima manche e con il 30 - cioè ultimo - nella seconda, si è esaltato battendo Kalle Palander e Manfred Moelgg. Un brillantissimo Moelgg che, con il miglior tempo nella seconda manche, è risalito dall’8° al 3° posto andando sul podio per la terza volta consecutiva: a marzo, infatti, aveva chiuso la scorsa stagione con due terzi posti, a Kranjska Gora e a Lenzerheide. E, tanto per stare in tema di numero 3, guarda caso indossato ieri da Manfred, il suo è stato il terzo podio stagionale degli sciatori italiani, dopo quelli di Karbon e Costazza nelle due gare femminili. In quattro gare il bilancio è più che positivo ed eguaglia quello dell’Austria, che però ha fatto tutto con le donne.
Anche ieri, infatti, a Raich e compagnia sono rimaste le briciole, con Benni addirittura settimo, suo peggior risultato in slalom da tempo immemorabile. Certo, a qualcuno è andata persino peggio, vedi l’attesissimo svedese Jens Byggmark, fuori nella prima manche, o Ted Ligety, in superforma ma frenato da un grave errore, o - ahinoi - Giorgio Rocca, che dopo una partenza al ralenty e due passaggi davvero poco incoraggianti (45° e 32° posto agli intermedi), ha inforcato il palo di una tripla poco prima del traguardo. Sarà per la prossima volta, alla quale manca per fortuna quasi un mese, tempo che gli servirà per lavorare con calma e acquistare un po’ più di brillantezza e, di conseguenza, sicurezza.
Consoliamoci quindi, e alla grande, con Moelgg, felicissimo del suo esordio, ma davvero stupito per l’exploit di Gini, che alla prima occasione buona della vita ha centrato l’obiettivo che lui insegue da anni.
Nella classifica di coppa Manfred è al terzo (e dai!) posto, pari merito con Gini a 100 punti, preceduto da Palander a 140 e da Svindal (ieri tredicesimo) a 120. Il suo obiettivo però non è la classifica assoluta, preda dei polivalenti, lui per ora (e sarebbe auspicabile per sempre) si accontenta di brillare nelle sue gare, slalom e gigante.