Rocchi, una doppietta scacciacrisi

L’attaccante biancoceleste, decisivo coi tedeschi del Werder Brema, tira una stoccata a Totti

da Roma

A Bucarest la sua doppietta regalò la Champions alla Lazio. Martedì ha fatto il bis, prolungando il sogno europeo dei biancocelesti e cancellando la striscia di risultati negativi. E dire che Tommaso Rocchi la partita con il Werder Brema rischiava di non giocarla, colpa di una distorsione alla caviglia destra patita nel finale di Lazio-Fiorentina. Una scena già vista in un’altra vigilia europea: a Reggio Calabria gli si girò quella sinistra e Rocchi fu in dubbio fino all’ultimo per il Real. Ma se con gli spagnoli il protagonista risultò Pandev (anche per lui una doppietta), con i tedeschi è stata la sua serata.
La stagione non è iniziata benissimo per l’attaccante veneziano: più ombre che luci e una media realizzativa inferiore alle attese (anche se tre gol in nove partite non sono poi da buttar via). La seconda parte del 2007 di Rocchi racconta di una preparazione estiva a singhiozzo, della bella serata di fine agosto in Romania, del nuovo oblìo con un digiuno realizzativo di un mese, del piccolo diverbio con Delio Rossi a Brema per una sostituzione non gradita («è stato solo uno scambio di opinioni, sono cose di campo», gettò acqua sul fuoco il tecnico), infine del gol nel derby. Sullo sfondo la questione del contratto, che Lotito tarda a rinnovare. Durante la sosta si tornerà a trattare la prosecuzione del rapporto con la Lazio oltre il 2009.
Intanto con il Werder si è tolto la soddisfazione della prima doppietta in Champions League e l’aver mostrato il sottomaglia con la foto della moglie Martina e della figlia Camilla (un anno compiuto di recente) gli è costata l’ammonizione. Per non parlare dei brividi sul calcio di rigore. «Quando ci sono penalty decisivi, il pallone pesa molto e poi io non mi ritengo così bravo nel calciarli, ma era una partita che dovevamo vincere a tutti i costi», le parole di Rocchi. Che ieri a Formello mostrava una serenità ritrovata. «Dopo una vittoria è normale essere sereni. Personalmente lo sono sempre quando so che ho dato tutto e sono a posto con la mia coscienza, così come sono sereno per la questione del contratto. Domenica ce la giocheremo con l’Inter, anche se abbiamo ancora tanti infortunati» (gli ultimi in ordine di tempo Zauri, stiramento al flessore della coscia sinistra, e Meghni, frattura alla mano destra, ndr).
E nel giorno della gloria Rocchi elogia Meghni («decisive le sue verticalizzazioni, gli avevo detto che era un’ottima occasione per evidenziare le sue potenzialità») e tira una stoccata a Totti, che al termine di Roma-Lazio disse che gli scudetti si vincono con le piccole. «Prima si devono giocare i derby e vincerli sul campo, poi si può parlare. Che non siamo una piccola lo dicono i fatti e mi sembra che abbiamo giocato dei bei derby. Per la Roma è stata una fortuna che Totti non ci fosse in quelli vinti...».