Rocchi sconsolato: «Senza grinta non si va lontano»

Cristiano Sala

Brutta che più di cosi non si può. È questa la considerazione che è frullata nella testa dei tifosi laziali subito dopo il fischio finale di Rocchi e la stessa che, questa mattina, li ha risvegliati dalle acque dello Stretto. Ennesima figuraccia in trasferta per la Lazio malandata di Rossi che in Calabria si è presentato senza diversi titolari. Tra questi quello che più è mancato è sembrato proprio Di Canio. La sua grinta, la sua rabbia, la voglia di «non mollare mai» avrebbero fatto comodo a una squadra che invece si è smarrita alle prime difficoltà. E dire che la Reggina di Mazzarri non era nemmeno paragonabile a Fiorentina, Roma e Chievo, le ultime tre squadre affrontate con spavalderia dai biancocelesti. Evidentemente lontano dall’Olimpico la Lazio si sente meno sicura di sé e forse sull’aspetto della personalità dovrà lavorare a lungo il tecnico romagnolo, oltre che alle manovre offensive davvero inesistenti ieri pomeriggio. Inutile analizzare le prove dei singoli. Le speranze di rivedere Cesar decisivo, di contare sulla continuità di Pandev, di immaginare che uno oltre a Rocchi possa metterla dentro si stanno trasformando in veri e propri sogni.
Nella débâcle del Granillo, pochi quelli che si sono guadagnati la sufficienza. Non eccezionale la prova della difesa mentre Ballotta ha strappato applausi in più di un’occasione. A centrocampo il solo Dabo è sembrato in condizione, giustificato Liverani per il dolore al piede mentre per Manfredini, Cesar e Baronio difficile trovare note di merito. In attacco, oltre a Rocchi, positiva è apparsa la prova di Tare. L’albanese potrebbe rivelarsi molto importante per il futuro. Per l’ex attaccante empolese c’è poco da salvare: «Abbiamo fatto una brutta partita. La Reggina ha avuto poche occasioni, questo è vero, ma noi siamo stati in grado di fare addirittura meno. In certe situazioni per difendersi meglio è il caso di attaccare, proprio quello che non siamo riusciti a fare. Nel secondo tempo – ha detto l’attaccante - abbiamo smesso di giocare affidandoci ad inutili lanci lunghi. E poi, se non giochiamo con grinta, non si va troppo lontano». Il mal di trasferta sta diventando cronico. Rocchi prova a dare una spiegazione: «Non giochiamo come di solito ci riesce in casa. Per vincere devi dare sempre il massimo e noi appena abbassiamo il livello di attenzione rischiamo grosso. La Reggina, ad esempio, è abituata a giocare questo tipo di gare». Anche Massimo Oddo non cerca alibi e analizza freddamente la situazione: «È stata una sconfitta meritata. Noi in difesa non abbiamo Nesta, Stam o Mihajlovic e il gol prima o poi lo prendi se pensi solo a difenderti. Non possiamo ragionare pensando di buttare solo la palla in avanti. La sconfitta arriva puntuale se scegli di non giocarti la partita». Infine Cribari ammette l’errore in occasione del rocambolesco gol della Reggina: «Sono stato punito al primo errore. Mi dispiace molto - ha detto il brasiliano - soprattutto perché la Reggina ci ha battuto sul piano della cattiveria e della convinzione. E questo non può accadere. Ora speriamo nella partita contro l’Inter».