Rocchi unico fuoriquota dell’Olimpica

da Milano

L’Olimpica andrà a Pechino con un solo fuoriquota, l’unico concesso dalle società: Tommaso Rocchi, l’attaccante della Lazio che andrà a irrobustire il gruppo dei nanetti d’assalto azzurri (Rossi, Giovinco, Rosina). Capirete, l’Argentina porta Lavezzi e Messi, comunque in quota under, il Brasile farà di tutto per schierare Robinho o Ronaldinho, anche se il prescelto era Kakà, e l’Italia, reduce da un anno flop globale tra società e nazionale, si limita a Rocchi. Giancarlo Abete, presidente federale, ha annunciato l’esito della scelta, evidentemente senza capire quanto sarebbe stato necessario avere una nazionale olimpica più sostanziosa. Il ct Casiraghi e il suo assistente Zola hanno benedetto la decisione, convinti di avere fra le mani una squadra che darà soddisfazione ed oggi annunceranno i convocati. Suo malgrado, il Coni, il più interessato ad una squadra da podio, ha accettato la soluzione prendendo atto della totale indisponibilità delle grandi società a fornire fuoriquota e mettendo Fiorentina e Juve, che volevano negare Montolivo e Giovinco (due in quota under), davanti al rispetto delle norme che regolano le convocazioni. Per il vero c’era la possibilità di convocare Toldo come portiere, ma Casiraghi ha preferito i due portieri della under 21. E tutto andrà rivisto alla luce delle partite che saranno giocate.
Sensazione strisciante, dietro le quinte, è che Blatter abbia vinto la sua battaglia con Rogge, il presidente del Cio. Il presidente della Fifa preferisce che alle Olimpiadi non ci siano fuoriquota e, con i suoi potenti mezzi, ha fatto circolare il pensiero tra le grandi società. E così, dopo il rifiuto del Milan a concedere Kakà, si attende che anche altri club neghino le stelle alle nazionali. Tutto per evitare che il calcio olimpico diventi troppo importante.