Rock e sex appeal il cocktail di Kravitz servito all’Arena

Alla kermesse jazz, il cantante di New York propone un mix di sonorità «vintage»

Che cosa c’entri lui col jazz è difficile capirlo, ma questo dubbio certo non farà arrovellare i fan, pronti a riempire l’Arena Civica domani sera, per gustarsi quello che è un mix carismatico, sexy e astuto assai di musica genuina e glamour, energia da palco e gossip, religione e avvenenza.
Lenny Kravitz approda al Milano Jazzin’ Festival: per lui, rocker dalla voce più nera della pelle, è una tappa del tour mondiale che lo porterà in ogni angolo del pianeta per almeno due anni.
Non un problema per questo nostalgico riscopritore di rock e funk delle origini, che fra un disco e l’altro fa passare almeno quattro anni. Correva l’anno 2004 con l’album «Baptism»: da allora Kravitz non portava in studio di registrazione idee e melodie. Siccome la critica lo ha punzecchiato con accuse di ispirazione in calo e tentazioni di morbido pop da Mtv, il rocker newyorchese, che è cresciuto nei cori gospel delle chiese di Harlem, ha pensato bene di sfornare, a febbraio scorso, un lavoro ad alto tasso di rock, affollato di riff elettrici, irrequiete sezioni ritmiche funky, liriche che rimandano alle prime canzoni con cui, nel 1989, si presentò al mondo.
Da Let Love Rule a It's Time For A Love Revolution, infatti, il cerchio sembra chiudersi: dal primo all’ultimo album (l'ottavo) Lenny Kravitz fa sapere che la sua ossessione resta l'amore, in tutte le sfaccettature possibili. Nei suoi testi c'è sentimento, passione, sesso ma anche religione. Kravitz è l'icona glamour capace di inebriare le fan con movenze sexy e piercing arditi, ma è anche il tormentato profeta nero capace di urlare, a pieni polmoni in un canzone come Resurrection (del 1995), «la resurrezione è qui per restare/ Lui tornerà/ per reclamare le Sue anime e liberarci», o ricordarci in Rosemary che «Lui ci ha amato a tal punto da darci il Suo unico figlio». Insomma, un bel quiz questo Lenny Kravitz: un tipo che lascia New York per Parigi, passa da una bellissima all'altra (l'ex moglie Lisa Bonet, Nicole Kidman, Vanessa Paradise, ultimo gossip annunciato, Cynthia Rodriguez) e, allo stesso tempo, vive con cuore e sogni musicali nel passato, abbracciato alle musiche di Jimi Hendrix e dei Beatles, James Brown e i Led Zeppelin. Insomma il viaggio musicale al forte sapore vintage è assicurato: da Let Love Rule a Are You Gonna Go My Way, da Always On The Run alle più recenti Bring It On e Love Love Love il riferimento corre al rock tra la fine dei '60 e i primi '70. Kravitz recupera quelle sonorità e si affida agli stessi strumenti (che in studio suona interamente lui) d’epoca usati dai suoi eroi, dagli amplificatori «Vox» dei Beatles alle chitarre di Jimi Hendrix e Jimmy Page. Genuino o furbastro? Con quella voce può permettersi di essere entrambi.
Arena Civica
domani, ore 21.30
51 euro più prevendita
info: 02-62694710