Il rock melodico è ancora sulla cresta dell’onda

Continua il successo delle Vibrazioni che domani sera fanno tappa a Roma per presentare il nuovo «Officine meccaniche»

Vibrazioni rock all’Auditorium. La band milanese arriva a Roma per presentare Officine Meccaniche, che prende il nome dagli storici studi meneghini in cui è stato registrato. Il gruppo, rivelatosi nel 2003 con Dedicato a te, in quattro anni ha attraversato una notevole maturazione musicale, trovando grande ispirazione nel rock degli anni ’70. Se già al debutto il look dei quattro musicisti indicava chiaramente i loro riferimenti artistici, le due tracce di apertura di Officine meccaniche fugano ogni dubbio sulla strada imboccata dalle Vibrazioni. Una strada fatta di chitarre e ritmi più sostenuti, che riescono comunque a sposarsi con le melodie di Francesco Sarcina. Il chiaro intento del quartetto è quello di portare in studio le atmosfere calde e ruvide del palco, perché è proprio nell’incontro con il pubblico che Le Vibrazioni riescono a esprimersi al meglio. Non è un caso, dunque, che l’album sia stato registrato direttamente su nastro: una scelta in linea con la vocazione «vintage» della band, che restituisce alle canzoni le sonorità sporche dell’incisione analogica.
Officine meccaniche non è un asettico progetto nato a tavolino, bensì un disco che vede la luce e si sviluppa nel corso di lunghe sedute di registrazione, evolvendosi progressivamente fino a raggiungere il sound cercato. Un titolo che è anche «la metafora migliore per sottolineare la fatica e l’impegno del lavoro, che inizia a riflettere aspettative e disegni artistici e personali più maturi e meditati».
Una maturità che si riflette anche nella scelta di costruire un sodalizio artistico con un’altra interessante realtà del nuovo rock italiano, quei Velvet che a Roma stanno portando avanti un percorso musicale analogo a quello della band milanese.
Sul palco di Sanremo, il quartetto nato in un locale di piazza Vittorio ha invitato proprio Le Vibrazioni per proporre un’intensa versione del brano Tutto da rifare. Chissà che non sia il primo passo per dare vita a un estemporaneo supergruppo, che sappia mostrare la via alle nuove generazioni del rock italiano.