Il rock sbarca alla Fiera con l’Heineken Festival

Dal 5 al 7 luglio tre giorni di musica a Rho-Pero: erba sintetica su un’area grande come 11 stadi. Attesi 80mila spettatori e ci sarà un villaggio sportivo. In metropolitana fino alle 2. L'ad di Fiera, Pazzali: "Location ideale, speriamo di poter ospitare  più spesso eventi come questo"

Dopo Imola e Venezia, l’Heineken Jammin’Festival suona a Milano. Dal 5 al 7 luglio gli organizzatori (crisi permettendo) scommettono nell’arrivo di almeno 70-80mila spettatori per i big dell’edizione 2012: Red Hot Chili Peppers (giovedì 5), The Prodigy (il 6) e The Cure per la chiusura. Sul palco nei tre giorni di musica si alterneranno tra gli altri Noel Gallagher’s High Fliying birds, Pitbull, Enter Shihari, the Evanescence, Chase and status, Lostpropgets, Seether, Crystal Castels, Gorillaz Sound System. La location è un’«appendice» di Milano, la Fiera di Rho-Pero che prova a qualificarsi come un’alternativa a San Siro per i grandi concerti dell’estate. «Abbiamo un’area che è vasta come undici stadi, ci sono 17mila posti auto, arriva la metropolitana e convergono tre autostrade e il polo funziona solo nove mesi l’anno, quindi speriamo di poter ospitare più spesso eventi come questo» è il messaggio che l’ad di Fiera Milano Enrico Pazzali lancia al patron di Live Nation Roberto De Luca, il promoter che «muove» i grandi artisti internazionali in Italia (come Madonna il 14 giugno a San Siro) e che ha impiegato «cinque anni a convincere che la Fiera di Rho poteva ospitare l’Heineken». Il sindaco Giuliano Pisapia assicura che per convincerlo ad entrare nell’operazione (il Comune metterà in campo un servizio straordinario dei vigili per il traffico e la sicurezza, Atm a spese dell’organizzazione farà girare la metropolitana fino all’1 di notte il giovedì, fino alle 2 venerdì e sabato) «ci hanno messo 5 minuti». Milano «è fiera di ospitare il più grande evento di musica rock in Italia e uno dei più importanti a livello mondiale, mi auguro che tra le eredità di Expo ci possa essere uno Stadio della musica dove ospitare concerti e manifestazioni fino a tarda ora». Milano collabora a un evento che «tecnicamente - sottolinea il sindaco di Rho - si tiene sul mio Comune e ne sono orgoglioso» ma nessuna guerra di campanili, «ormai bisogna ragionare come area metropolitana». E le titubanze sull’opzione Fiera ammettono i vertici di Heineken, è la combinazione caldo e cemento: a Venezia il festival si teneva al parco. Ma il piano di sopravvivenza al mix di temperature bollenti, birra e scatenamento è pronto, comprende anche un «igloo» per decongestionarsi in pochi minuti, passando da trenta gradi a meno otto, la zona concerti sarà una sorta di campo da calcio con 9mila metri quadrai di erba sintetica, prevista un’ampia area lounge con cuscini dove riposarsi all’ombra tra un’esibizione e l’altra, per rinfrescarsi ci saranno nebulizzatori giganti.
Non solo musica. l’Arena di Rho-Pero nei tre giorni sarà anche un villaggio sportivo con cinque campi da basket e due da pallavolo, una «custom area» dove farsi acconciare i capelli in modo originale o per un body painting artistico. I cancelli apriranno ogni giorno alle ore 12. Il biglietto d’ingresso per una giornata costa 55 euro, dieci euro in più per il «fronte palco», l’abbonamento per le tre giornate del festival si può acquistare a 150 euro. Sei band emergenti avranno la possibilità di esibirsi sul palco principale, una giuria sceglierà tra le migliaia di iscritti al concorso.
Mezzi pubblici rafforzati dunque e il sindaco Pisapia fa presente che «vuol essere un segno di maggiore tranquillità anche ai genitori, visto che agli eventi partecipano tanti giovanissimi, e magari bevono una birretta di troppo. Meglio muoversi in metropolitana, gli orari saranno prolungati per consentire l’affluenza a fine concerti».