Il rocker dei Balcani tra nozze e funerali

L’artista slavo si esibirà con la sua fedelissima Wedding and Funeral band Ha appena inciso «Karmen» in cui rilegge Bizet

Della Sarajevo che amava, dove è nato nel 1952, non resta praticamente più nulla. La Jugoslavia è diventata Serbia e Montenegro, e Sarajevo vive una doppia anima, metà musulmana e metà americana. Solo Goran Bregovic non cambia, ma si evolve con la sua imprevedibile estrosità senza mai atrofizzarsi su un genere o uno stile: «Perché la musica è come il cibo, a volte si dà una cena di lusso, altre si ha voglia di mangiare pane e burro». Cominciò a suonare ai matrimoni e ai funerali, mentre d’estate si spostava a Dubrovnik per esibirsi negli strip tease bar. Per questo la sua band si chiama Wedding & Funeral Band (come il suo disco più popolare e il film del norvegese Umi Straume di cui è protagonista); per questo nel suo sound ci sono le litanie bizantine e le brucianti improvvisazioni, il folk balcanico e l’impeto del rock, fiati che incrociano la banda di paese e il jazz e mille altre schegge sonore impazzite. Per questo Bregovic è così popolare anche in Italia, dove martedì tiene concerto al Palasharp dove s’è esibito anche l’anno scorso.
Una vita non facile la sua, da nomade e da artista di strada. Nel 1970, da sconosciuto, ha suonato in Italia, tra Napoli Capri e Ischia, cantando la tradizione del suo popolo rinnovata e attualizzata, recuperando i canovacci arcani del folk e modellandoli con la carica di un rock bastardo («sotto il comunismo solo i musicisti rock avevano un po’ di spazio per esprimersi; io e la mia band siamo un prodotto autentico della cultura popolare del nostro Paese. Non serbi, bosniaci o croati: solo jugoslavi», dirà). La sua storia sembra quella del film Ti ricordi Dolly Bell del suo amico e compagno di strada Emir Kusturica (formatisi nello stesso ambiente diventeranno una coppia affiatatissima nell’affrontare i linguaggi trasversali dell’arte: Bregovic infatti ha scritto la colonna sonora di film di Kusturica quali Il tempo dei gitani, Arizona Dream, Underground).«Nella mia musica c’è veramente di tutto - dice Bregovic - ma lo spirito è quello della musica popolare e del rock. Ovvero il senso del divertimento e del dramma, della partecipazione, dell’avventura», non dimentichiamo che con i White Button suonava puro, semplice e scatenato punk e nel suo sterminato repertorio ha eseguito anche i classici di Iggy Pop.
Da poco ha pubblicato il cd Karmen (cui ha collaborato anche Carmen Consoli) rileggendo da par suo, spettacolarmente, con taglio naïf e a lieto fine, l’opera di Bizet (tra i protagonisti c’è anche un trafficante e protettore di prostitute che si chiama Ceausescu), ma a Milano porta prevalentemente il repertorio della Wedding e Funeral Band «perché nella cultura balcanica matrimoni e funerali sono i momenti centrali della vita e i miei brani rispecchiano sempre la realtà della mia vita». Quindi in scaletta si annunciano brani amatissimi e conosciutissimi dal pubblico come Coktail Molotov, Polizia molto arrabbiata, Maki Maki, Sex (da Tales & Songs Form Weddings & Funerals), Ringe Ringe Raja e Underground Tango (da Underground), Money e In the Death Car (da Arizona Dreams) più brani a sorpresa che spaziano dal suo primo album Times of the Gipsyes, Toxic Affair, La reine Margot fino a un piccolo estratto da Karmen. Una notte scatenata con la sua voce, la sua chitarra e il suo synth accompagnati dalla sua band (una pletora di fiati) e da due voci bulgare.
Goran Bregovic
Palasharp, via sant’Elia
martedì, h 21, 23 euro
info 0258101344