Rockstar e soprano leggero in due film non usciti in Italia

Star globalizzata, la toscana Laura Morante, alla quale in aprile si dedica la cinerassegna romana «Musa discreta», avanzando nella maturità scopre di non essere soltanto l’icona impegnata di Nanni Moretti, che la lanciò in Bianca. Se John Malkovich la volle insegnante di danza nel suo primo film da regista, The dancer Upstairs, l’argentino Eduardo de Gregorio la volle cantante nel suo Cuerpos perdidos (1990), produzione franco-argentina da noi mostrata soltanto al Festival di Taormina, nel 2002, entro una retrospettiva sull’attrice cara a Monicelli, Bertolucci, Muccino e a molti altri registi di nome sulla scena europea. Nel film, la nipote della scrittrice Elsa Morante, impersona Laura Canetti, cantante d’opera bella e avventurosa, che abbandona l’amante pittore (Tscheky Karyo), per mettersi con un più facoltoso impresario. Uscito in Francia nel 1990, col titolo di Corps perdus, il film ebbe un discreto successo e fu il primo, in cui la Morante cantava con la sua voce, da soprano leggero. L’interprete sfoggia, invece, grinta da cantante rock nel gangster film di Joaquin Litao To the bitter end, coproduzione tedesco-portoghese del 1999, ambientata in un night di Lisbona.