Roghi e violenze contro i gazebo ma l’onda azzurra non si ferma

In due giorni 4,3 milioni di sottoscrizioni. Ai banchetti anche la Brambilla. La Santanchè (Storace)
riporta la destra in San Babila a Milano. Oggi la replica

da Milano

C’è chi dà l’assalto ai gazebo di Forza Italia per mandare a casa il governo Prodi. E c’è chi dà l’assalto ai gazebo per impedirlo. Accade a Milano come a Roma, Lucca e Lecce. Episodi di intolleranza firmati dai soliti ignoti. Quelli che nel capoluogo lombardo bruciano il banchetto per le firme in quel di piazza De Angeli - «danni pochi, paura tanta e una firma dopo l’altra di chi non ne può più di questi estremisti con amici nei Palazzi romani» annota l’azzurro Alan Rizzi -, mentre a Roma dopo aver distrutto il gazebo allestito in via Conti hanno pure «aggredito gli attivisti di Forza Italia impegnati nella raccolta delle firme» fa sapere Beatrice Lorenzin, coordinatore dei giovani azzurri.
Violenza della sinistra che a Lucca tenta di dar fuoco a una bandiera, «è solo un caso se non c’è scappato qualche ferito» commenta Maurizio Dinelli, capogruppo alla regione Toscana. Già, se non ci fosse stato «l’immediato intervento dei giovani presenti, l’intera struttura avrebbe preso fuoco». Gazebo danneggiato «gravemente» da ignoti a Lecce, denuncia Raffaele Fitto. Fatti e misfatti che non intimidiscono, «la forza ci viene dalla gente che in un sabato di shopping viene a firmare in massa contro Prodi» chiosa Mariastella Gelmini, coordinatore lombardo.
Già, ieri si è visto qualcosa come diecimila gazebo super-affollati. Risultato? Quattro milioni e trecentomila firme raccolte: dietro ogni nome e cognome una persona delusa dal governo Prodi. E a guidare l’elenco degli anti-prodiani c’è la Lombardia che seppellisce Prodi con seicentomila firme, una media di trentasettemila «no» ogni sessanta minuti. E, oggi, assicurano dalla segreteria nazionale di Forza Italia, si replica: dalle 10 alle 18, con Silvio Berlusconi che alle 16.30 si presenterà al gazebo milanese in piazza San Babila.
E proprio in quella piazza cuore della Milano perbene, ieri, sono sfilate Daniela Santanchè, portavoce del movimento di Francesco Storace - «anche noi raccogliamo firme contro Prodi» - e Michela Vittoria Brambilla, quest’ultima con i suoi uomini-sandwich: decine di ragazzi vestiti con gli slogan («Vota per la tua sicurezza», «Costruisci il tuo futuro, manda a casa Prodi») dei Circoli della libertà. «Noi facciamo i fatti, gli italiani vogliono fatti e non le sterili chiacchiere sulle riforme che hanno solo l’obiettivo di mantenere in vita questo governo» commenta il presidente Brambilla, mentre si augura che «pure gli alleati della Cdl se ne rendano conto».
Certo, ci sono quei tre milioni e 700mila firme - «dato impreciso per difetto» dice Mario Valducci, responsabile enti locali di Fi - che sono un segnale «fantastico» di un’Italia capace, tra l’altro, di mandare in tilt «il sistema informatico azzurro per le troppe adesioni online». Sì, si può anche aderire via web alla campagna «rivotiamo subito». E se dall’ufficio stampa «suggeriscono» di collegarsi «al sito internet di notte, per non avere problemi», a Firenze accade che i vigili verifichino «centimetro per centimetro, l’occupazione del suolo pubblico da parte dei gazebo azzurri». Escamotage estremo per impedire una firma in più contro «la fallimentare stagione del governo».