Roghi, l’ombra dell’attentato «Accerchiato tutto il Gargano»

da Foggia

Quattro giorni dopo: carcasse di auto, cenere ed ancora il caldo. È lui il protagonista di questi giorni. Forse il braccio destro dei piromani, di quelli che speculano con il racket ambientale. Quelli che hanno provocato seri danni al sistema turistico dell'intera Capitanata. La Procura della Repubblica di Lucera sta cercando di capire meglio i perché di quanto accaduto: ciò che si poteva evitare ed è per questo che nelle scorse ore il Dipartimento della Protezione civile ha inviato proprio a Lucera la documentazione comprovante l'attività svolta per lo spegnimento dei roghi. Gli atti, a quanto pare, conterrebbero anche le direttive della Presidenza del Consiglio e di Guido Bertolaso, Capo della Protezione civile, rivolte a tutte le Amministrazioni dopo l'avvertimento del rischio incendi, lanciato qualche mesi fa.
Stanco di sentir parlare di «Gargano in ginocchio e in crisi» è il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, che ieri ha puntato l'indice contro i piromani. «Sul territorio del Gargano e in altre aree protette della Puglia - spiega il Presidente della Regione Puglia - i roghi sono stati appiccati da chi vuole speculare, da chi crede non in un'economia fiorente bensì in un'economia rapace». Quello di cui parla Vendola è vero e proprio crimine, che fa pensare a un attentato. «C’è stata una geometrica potenza dell’appiccamento di fuochi plurimi, questa figura geometrica che è Vieste, Peschici, Mattinata, Lesina, Rocchetta Sant’Antonio e ancora: i fuochi appiccati anche sulle vie di accesso. Il fuoco ha letteralmente chiuso il Gargano: come in un piano ben organizzato, secondo le diverse testimonianze».
In situazioni particolari, come quella che tutta la Capitanata sta vivendo in questi giorni, si concepiscono anche idee per la cosiddetta fase della prevenzione degli incendi. È, infatti, Matteo Fusilli, Presidente nazionale di Federparchi, a parlare di sistema del tutto nuovo per intervenire sulla prevenzione degli incendi. «Occorrerebbe utilizzare la tecnologia che ogni giorno utilizziamo - spiega Fusilli. Un sistema di video - sorveglianza collegato ad una centrale operativa diventerebbe un utile deterrente per chi crede di poter speculare con le fiamme. Così come si potrebbe utilizzare un altro sistema di controllo della temperatura dell'aria, utilizzato per monitorare costantemente l'eventuale divampare delle fiamme».
A parlare, poi, è anche il Primo cittadino di Peschici Francesco Tavaglione che si dice «soddisfatto di quanto fatto negli ultimi giorni». «Tra poche ore la ventiquattresima struttura turistica tra le ventisei coinvolte nell'incendio - dice Tavaglione - sarà presto portata al suo stato di normalità. Mentre ci vorrà un tempo più prolisso per due completamente distrutte».
Nelle ultime ore del pomeriggio di ieri, si sarebbero alimentati alcuni roghi: nulla di allarmante. Tra le cause probabilmente il mancato spegnimento di un rogo ed ancora una volta l'elevata temperatura. E questo proprio mentre il governo dichiarava lo stato di calamità per le quattro regioni colpite più di tutte dagli incendi.
Sul Gargano, intanto, quella fase che qualcuno in zona chiama «il dopo Peschici», è stata oggetto di un vertice che si è svolto ieri ed a cui hanno preso parte Vigili del Fuoco e Carabinieri unitamente ai rappresentati del Comune di Peschici e della Provincia di Foggia. La solidarietà del popolo garganico, emotivamente provato da quanto accaduto, è stata e sarà ancora al centro dei riflettori e della vicenda. Nessuno nella piccola Peschici vuol rinunciare a ripulire la propria città.