Roghi a Staglieno e Marassi, scuola evacuata

Chissà, può darsi che si dichiarino «indignados» anche loro e, magari, si giustifichino dicendo di agire per protesta sociale, questi fetentoni di piromani che ieri, approfittando delle condizioni ideali del meteo e dei boschi (clima secco, arbusti che non bevono l’acqua da settimane), hanno appiccato il fuoco in diversi punti alle spalle della città, mentre altri «colleghi» provvedevano a incendiare le Cinque Terre. Con tanti saluti a chi parla ancora di «autocombustione». Risultato: ampie zone verdi distrutte; paura diffusa per il propagarsi degli incendi alle case, soprattutto nella zona di Staglieno; temporanea chiusura del raccordo autostradale di Genova Est; due Canadair e un elicottero della Protezione civile incessantemente all’opera per «annegare» le fiamme, e, ieri pomeriggio, sulle alture di Marassi, addirittura un centinaio di alunni della elementare «Bosio» che sono stati fatti evacuare dai locali dove erano in corso le lezioni in quanto le fiamme ne stavano lambendo il perimetro, in cima a via Fratelli Cervi. Nessun bambino o insegnante delle cinque classi dell’istituto è rimasto ferito o intossicato. L’evacuazione è stata disposta dai vigili del fuoco e del corpo forestale che dall’altra sera sono impegnati in una difficile opera di contenimento del fuoco. Un contadino della zona avrebbe perso il controllo di un rogo acceso per pulire il terreno. Gli incendi, comunque, tutti di origine dolosa o colposa, sono proseguiti con una sequenza che ha messo a dura prova gli interventi proprio mentre sembrava che stesse rientrando l’emergenza, in particolare sulle colline di Staglieno e Molassana. A un certo punto, invece, le fiamme si sono propagate sulla collina del Righi, sotto il forte Sperone e in località Gavette. La Regione, intanto, aveva messo in campo 40 volontari che si sono affiancati agli uomini già presenti nelle zone più a rischio.
Drammatica anche la situazione nello Spezzino, per il devastante incendio che nel fine settimana ha distrutto diversi di ettari di vigneti e bosco nel Comune di Riomaggiore, all’interno del Parco naturale delle Cinque Terre. Danni ingentissimi: il consigliere regionale del Pd Alessio Cavarra ha presentato un’interrogazione urgente alla giunta chiedendo quali iniziative si intendano assumere «per contribuire ad arginare inevitabili effetti di dissesto ambientale e per sostenere la ripresa produttiva delle aziende agricole. Credo che sia necessaria - ha aggiunto Cavarra - una ricognizione di tutte le possibili risorse da mettere a disposizione per contribuire a ridurre gli effetti ambientali dell’incendio e ad avviare gli interventi più urgenti a favore delle aziende agricole colpite, a cominciare dalle risorse a disposizione del Parco delle Cinque Terre e a quelle contenute in alcune misure comunitarie, come per esempio sul Piano di sviluppo rurale». Oltre a vigneti e bosco, l’incendio ha distrutto una decina di edifici rurali e l’acquedotto irriguo della Cooperativa Agricoltura Cinque Terre, con un danno stimato, solo per quest’ultima opera, in oltre 1 milione di euro.