Rogo in un campo rom: morto bimbo di 3 anni Sindaco: "Grave lutto"

Tragedia in un campo nomadi: le fiamme hanno divorato le baracche uccidendo
un bambino di 3 anni e ferendo il fratellino. Alemanno: "Subito trasferimenti nei campi regolari"

Roma - Tragedia in un campo nomadi alle porte di Roma. Questa notte le fiamme hanno divorato le baracche uccidendo un bambino di tre anni circa e ferendo il fratellino di soli quattro mesi. Immediato l'intervento dei vigili del fuoco che hanno tratto in salvo le persone che abitavano le cinque baracche incendiate. Ora, fa sapere il sindaco Gianni Alemanno, Roma accelererà il suo piano nomadi che prevede la chiusura di tutti i campi abusivi e il trasferimento in campi "regolari, perfettamente controllati". Il funerale del piccolo sarà a carico del Campidoglio.

L'intervento dei vigili I vigili del fuoco hanno ricevuto la segnalazione dell’incendio al 115 verso l’una e mezza del mattino dalle forze dell’ordine e dalle telefonate degli abitanti del campo. Giunti sul posto e terminate le operazioni di spegnimento delle fiamme, hanno trovato all’interno di una delle baracche il corpo del piccolo. Il fuoco ha ustionato anche un uomo e una donna con un piccolo di pochi mesi; i due adulti sono stati medicati al Sant’Eugenio e le loro condizioni non sono gravi. Il bimbo invece è stato trasportato per ustioni al Policlinico Gemelli. Il campo nomadi si trova in un prato su via Ercole Morselli, lungo via della Magliana sulla direttrice dell’autostrada Roma-Fiumicino. L’incendio ha coinvolto quattro o cinque baracche di fortuna e le abitazioni provvisorie sul luogo sono forse una ventina in tutto, secondo i vigili che hanno effettuato le operazioni di questa notte. Non è stato possibile accertare l’identità esatta delle persone coinvolte. L’uomo, che sarebbe il padre del bimbo ricoverato, si è dichiarato di nazionalità straniera; il bimbo morto sarebbe il figlio maggiore della coppia.

Il ritrovamento del cadavere Il cadavere del bimbo di tre anni, Mario, è stato trovato carbonizzato nel suo lettino. Ciò che rimane delle quattro baracche distrutte è un mucchio di cenere dove si distinguono soltanto le reti dei materassi, un passeggino bruciacchiato e qualche straccio. I genitori di Mario, Marian Firu (23 anni) e Emilia Parinescu (21), si erano trasferiti nell’insediamento romano da circa un mese e venivano da Brescia. La giovane coppia, dopo essere stata medicata al Sant’Eugenio per le ustioni riportate, è stata infatti ascoltata dai carabinieri in caserma per chiarire la dinamica dell’accaduto. I due poi, che hanno un altro figlio di tre mesi ricoverato in ospedale al Gemelli di Roma, sono usciti dalla caserma ma sono "rintracciabili", spiegano i militari.

Alemanno: "Trasferimenti in campi regolari" . Dal Meeting di Rimini Alemanno parla di "grave lutto", un nuovo incidente che avviene in campi abusivi che "da troppi anni esistono nella nostra città"." Deve riflettere chi ci accusa di deportazione ogni volta che sgombriamo un campo abusivo - continua il sindaco di Roma - questi campi abusivi sono inaccettabili e non solo per la sicurezza dei cittadini ma anche per la vivibilità delle persone che vi vivono dentro". Così "quel campo, quella zona, erano già stati sgombrati dai vigili urbani un anno fa. L’incidente è avvenuto in una zona privata che il proprietario non aveva provveduto a mettere in sicurezza e neppure a denunciare al comune che erano sorti nuovi campi nomadi. Questo ci spinge ad accelerare il nostro piano nomadi che in piena attuazione prevede la chiusura di tutti i campi abusivi e il trasferimento dentro campi regolari, perfettamente controllati".

Polverini: "Una morte atroce" "Una morte atroce che ci rattrista profondamente. Alla famiglia del piccolo Mario che ha perso la vita nel rogo di questa notte va il nostro cordoglio, al fratellino gli auguri per una rapida guarigione". Lo afferma, in una nota, il presidente della Regione Lazio Renata Polverini. "Questa ennesima tragedia dimostra come sia necessario - aggiunge - proseguire sulla strada del contrasto all’abusivismo, già intrapresa dall’Amministrazione comunale, come nel caso del Casilino 900, per garantire condizioni di vita dignitose e soprattutto sicure e favorire i presupposti per coniugare legalità, solidarietà e integrazione, con la collaborazione delle comunità nomadi e di tutti i cittadini con le Istituzioni".  

Zingaretti: "Tragedia che nasce da dramma irrisolto" "Voglio esprimere tutta la vicinanza mia e dell’Amministrazione provinciale alla famiglia colpita dall’assurdo rogo che ha provocato la morte di un bambino alla Muratela: non dobbiamo chiudere gli occhi di fronte a una tragedia che colpisce una famiglia della nostra città e che nasce da un dramma irrisolto". Lo afferma in una nota il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti. "La presenza di nomadi a Roma non è solo una questione di ordine pubblico, ma di dignità e rispetto della persona umana, tanto più - continua Zingaretti - quando si parla di bambini, e come tale deve essere affrontata. C’è un immenso tema di ricostruzione di una politica di inclusione sociale e integrazione in grado di garantire condizioni di vita decenti anche a questi cittadini nel rispetto delle regole e nella legalità".