Rogo al circolo di destra «Attentato annunciato»

Pochi giorni fa un articolo su «Liberazione» aveva attaccato l’apertura del nuovo centro culturale

Transiti, Vittoria, Panetteria Occupata sono le aree di riferimento, le uniche rimaste nelle mani dei Disobbedienti milanesi dopo i recenti sgomberi degli altri centri sociali. Tuttavia i responsabili dell’esplosione dell’altra notte al nuovo circolo della destra radicale «Aurora boreale-cuore nero» di viale Certosa 311, sarebbero da ricercare in un gruppo di «cani sciolti». Gente magari non direttamente collegabile a precise organizzazioni, ma capace di riunirsi al momento opportuno per mettere a segno un attentato che, in ogni caso, gli inquirenti considerano «preoccupante».
Certo: era facile, forse troppo, entrare - soprattutto di notte e soprattutto dal retro - nella struttura destinata a ospitare la nuova sede «apartitica» degli skin che fino a ora si radunavano nella ben nota skinhouse di via Cannero e che, proprio in questi giorni, stavano preparando l’inaugurazione della nuova sede, prevista per dopodomani, sabato 14 aprile, alla presenza dell’onorevole Alessandra Mussolini.
Invece, poco prima delle 3 dell’altra notte, i centralini delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco sono andati in fibrillazione per le chiamate che segnalavano un forte boato che faceva pensare ad un'esplosione. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno constatato il crollo di parte del tetto, il danneggiamento delle pareti, rinvenendo anche diversi stoppini di carta imbevuti nella benzina, messi all'esterno del locale e utilizzati come miccia. Secondo i militari, infatti, gli attentatori avrebbero versato all'interno della struttura un'intera tanica che, evaporando, ha provocato lo scoppio, come testimonierebbero le saracinesche esplose verso l’esterno. Per il momento nessuno ha rivendicato il gesto. Tuttavia la preoccupazione degli inquirenti è incentrata non tanto sulle possibili firme dell’attentato, ma piuttosto sulle reazioni che l’esplosione provocherà da parte della destra radicale milanese.
La struttura, hanno spiegato i promotori in un comunicato, nei giorni scorsi, era nata su iniziativa di Roberto Jonghi Lavarini, già dirigente regionale di Alleanza Nazionale e di Alessandro «Todo» Todisco, noto skinhead e leader della curva interista degli «Irriducibili». Gli stessi che sabato, davanti al centro bruciato, hanno intenzione di fare «una grande festa popolare contro la violenza e il terrorismo comunista aperta a tutto il quartiere e agli italiani di Milano, insieme ai militanti di Forza Nuova» come hanno dichiarato ieri.
Intanto c’è chi parla di «attentato annunciato». E una delle prove di questo sarebbe un articolo uscito il 5 aprile sulle pagine del quotidiano Liberazione. Ma il giornalista, ex leader di un centro sociale, replica: «È solo giornalismo: ho costruito l’articolo sui comunicati stampa dei promotori».