Rogo nelle acciaierie Falck: muore un ragazzino rom

Un incendio a
tarda notte all’interno dell’area dismessa alla periferia nord di
Milano. La vittima sarebbe un rom di 14 anni che viveva
con la famiglia nell’edificio dismesso, dove trovano rifugio
parecchi nomadi

Milano - Un incendio è divampato ieri in tarda notte all’interno dell’area dismessa delle ex acciaierie Falck nel Comune di Sesto San Giovanni, alla periferia nord di Milano, e un giovane ha perso la vita. Il corpo del ragazzo è stato trovato completamente carbonizzato dai vigili del fuoco, che sono intervenuti intorno alla mezzanotte. Secondo le prime indiscrezioni, si tratterebbe di un rom di 14 anni che viveva con la famiglia nell’edificio dismesso, dove trovano rifugio parecchi nomadi. Sulle cause dell’incidente stanno indagando i carabinieri di Sesto San Giovanni.

Il ragazzino carbonizzato Era arrivato in Italia solo da qualche mese, come tanti altri suoi coetanei per chiedere l’elemosina ai semafori, il ragazzino di 14 anni che ha trovato la morte, la scorsa notte, alle porte di Milano, in un incendio. Le fiamme sono divampate in una palazzina diroccata dove il giovane dormiva con altri connazionali, nella storica ex area Falck di Sesto San Giovanni.

La ricostruzione dei fatti Secondo le prime informazioni l’incendio si è sviluppato intorno a mezzanotte, in una zona del grande complesso dove si trovano le ultime palazzine diroccate ancora in piedi, abitualmente frequentate da romeni senza fissa dimora. È stata una candela lasciata accesa a uccidere il ragazzino nel sonno: il fumo probabilmente lo ha stordito e le fiamme lo hanno divorato. Il fratello, con cui viveva, non ha potuto far nulla di frontre al fuoco che ha distrutto il locale occupato dai nomadi. La vittima, al momento, non ha ancora un nome. I carabinieri stanno cercando di ricostruire ogni particolare e dettaglio dell’incendio avvenuto poco dopo la mezzanotte.

L'intervento dei vigili del fuoco Il corpo del ragazzo è stato individuato dai vigili del fuoco durante le operazioni di spegnimento. Il medico legale ha escluso cause violente della morte e gli altri romeni che vivevano con lui, tra cui un fratellastro, tutti già rintracciati dai carabinieri di Sesto, hanno raccontato che a provocare l’incendio sarebbero state delle candele che hanno dato fuoco ai giacigli.