Rogo di Primavalle, i pm: archiviare sui tre di PotOp Non ci sono le rogatorie

Archiviato
la seconda inchiesta sul rogo di Primavalle appiccato dagli esponenti di Potere
Operaio. Il 16 aprile
1973 provocò la morte di Stefano e Virgilio Mattei, figli dell'allora segretario della sezione Msi

Roma - La magistratura romana ha archiviato la seconda inchiesta sul rogo, appiccato da esponenti di Potere Operaio, di Primavalle, che la notte tra il 15 ed il 16 aprile 1973, provocò la morte di Stefano e Virgilio Mattei, figli di Mario, all’epoca segretario della locale sezione del Msi (guarda le immagini storiche). In archivio sono finite, conseguentemente, le posizioni di tre indagati per strage: Paolo Gaeta, Elisabetta Lecco e Diana Perrone.

Rogatorie impossibili da eseguire L’archiviazione, secondo quanto si è appreso, è stata motivata con l’impossibilità di esecuzione di due rogatorie internazionali che la procura di Roma aveva avviato nei confronti di Brasile e Nicaragua per ascoltare, rispettivamente, i due ex esponenti di Potete Operaio Achille Lollo e Manlio Grillo, le cui condanne a 18 anni di reclusione per i fatti di Primavalle sono cadute in prescrizione così come quella inflitta a Marino Clavo. Entrambi, in interviste ad organi di informazione, avevano parlato dei fatti avvenuti 37 anni fa e Lollo, in particolare, aveva chiamato in causa Gaeta, Lecco e Perrone accusandoli di aver fatto parte del gruppo che incendiò l’abitazione della famiglia Mattei. Grillo, dal canto suo, aveva sconfessato Lollo, negando qualsiasi ruolo dei tre esponenti di Potere Operaio. Dichiarazioni che necessitavano dell’inevitabile riscontro giudiziario, ma ciò non è stato possibile per le complicazioni legate all’assenza di patti di assistenza giudiziaria tra l’Italia ed i paesi nei quali risiedono Lollo e Grillo.