Rogo allo Schooner, oggi la verità

Si tiene stamattina nel carcere di Chiavari l’udienza di convalida del fermo eseguito dai carabinieri nei confronti di Carmelo Mineo, 22 anni, e Luca Nemisti, 32, sospettati di essere i responsabili dell’incendio alla discoteca Schooner di Sestri Levante. I due giovani hanno incontrato nei giorni scorsi i loro avvocati difensori, i legali Stefania Fiore e Andrea Giorgi.
Nemisti ha riferito al suo difensore di non ricordare chiaramente che cosa accaduto, probabilmente perché i due, prima di dirigersi nel porto sestrese, hanno bevuto alcolici fino ad ubriacarsi. Mineo ha parlato a lungo con l’avvocato che lo assiste, ma il legale ha preferito mantenere un rigoroso riserbo. La discoteca di Sestri Levante era assicurata per una somma notevole anche contro gli atti vandalici. L’immobile era di proprietà dello stesso Barbera e di Roberto Famà. Il primo era il gestore dello Schooner e il secondo del ristorante San Marco ai piani inferiori. Ed è stato proprio Famà che ha avuto lievi danni dall’incendio a chiedere i danni all’assicurazione. Per quanto riguarda l’eredità di Barbera non è ben chiaro chi sia il beneficiario: «L’eredità è un problema - ha detto Carlo Maberino, assicuratore del locale - ci sono sei o sette pretendenti. Tutti sostengono che vogliono andare avanti nell’attività di Barbera, ma quando ci si metterà davanti a un tavolo....».
Intanto la famiglia di Barbera si è chiusa nel silenzio ma intende rispettare la volontà del defunto e stringere un accordo con Umberto Smaila. Ma si teme che il locale non riuscirà ad essere restaurato e inaugurato con il nuovo nome il prossimo 25 aprile come era nei programmi.
Intanto dovrebbe svolgersi stamane l’autopsia di Tino Barbera, il gestore della discoteca Schooner trovato morto nel locale sotto un pannello di legno schiantato da un’ondata durante la violentas mareggiata di sabato scorso.