Rogo in stazione: la metro si ferma ancora

Interrogazione di An al sindaco: «Spieghi il perché dei continui guasti elettrici»

Alessia Marani

Ancora un «guaio» per la linea «A» della metropolitana. Questa volta a far saltare le corse alla stazione di Ponte Lungo ci si è messo un incendio alla cabina elettrica da cui dipende l’intero impianto di alimentazione interno alla struttura. Un rogo esploso appena scoccate le ore 13 di ieri e che quindi non ha permesso ai treni di fermare in banchina fino a sera. I disagi sono stati contenuti solo perchè, ieri, giorno festivo, l’affluenza ai treni era notevolmente ridimensionata rispetto agli altri giorni della settimana. «Sennò qui - dice un addetto di stazione - si sarebbe scatenato il putiferio». Ma scene di panico ci sono state comunque. Il fuoco al quadro elettrico ha mandato letteralmente in tilt tutti i dispositivi automatici interni: l’apertura dei tornelli, gli ascensori, luci e scale mobili. Il fumo si è velocemente propagato tra i corridoi e, principalmente, nell’androne. In pochi minuti i vigilantes e gli operatori Met.Ro. hanno provveduto a transennare l’ingresso al terminal. Un metronotte è rimasto lievemente intossicato ed è stato medicato al San Giovanni. «Ero tra i pochi ad aspettare i convogli nell’underground - racconta una donna di 46 anni - all’improvviso è arrivata una guardia che mi ha invitato a uscire. Certo, non è accaduto niente di grave come il 17 ottobre, ma lo spavento è stato tanto». Sul posto in pochi minuti piombano dal centro e dai distaccamenti periferici ben 6 squadre dei vigili del fuoco. Con gli idranti spengono le fiamme, isolano la zona, polizia e carabinieri tengono lontani i curiosi. «Un altro incidente?» azzarda qualcuno. La mente va, appunto, allo scontro fra due Caf (i nuovi treni spagnoli) nella galleria di Manzoni, nel quale due settimane fa perse la vita Alessandra Lisi, ricercatrice universitaria trentenne di Pontecorvo. Un periodo «nero» per il metrò romano: rimasto fermo in galleria per ben due volte sulla linea «B» negli ultimi dieci giorni, soggetto a continui sbalzi di tensione e a stop momentanei. A tal proposito Fabio Schiuma (An) ha già inviato un’interrogazione urgente al sindaco Veltroni: «Perchè si verificherebbero sbalzi di tensione troppo ripetitivi? Perchè sono quotidiani i guasti alle porte nell’apertura e nella chiusura? Perchè pioverebbe acqua dall’impianto di refrigerazione in alcuni treni Caf nuovi di zecca?», chiede. «È una mera coincidenza poi - prosegue - che sulla linea A, prima dell’incidente viaggiassero 38-40 treni al giorno e oggi la frequenza sarebbe diminuita a 30? Con la vita umana non c’è destra, nè sinistra, ma solo il diritto di avere un servizio efficiente, regolare, affidabile, ma soprattutto sicuro». alemarani@tiscali.it