Rogo della Thyssen: rinvio a giudizio per tutti gli imputati

Sono stati tutti
rinviati a giudizio i sei imputati per il rogo alla ThyssenKrupp, che costò la vita a sette operai il 6 dicembre 2007.
L’amministratore delegato risponderà di omicidio volontario. Il pm Guariniello: &quot;Decisione storica&quot;. Il processo si aprirà il 15 gennaio<br />

Torino - Sono stati tutti rinviati a giudizio i sei imputati per il rogo alla ThyssenKrupp. L’amministratore delegato risponderà di omicidio volontario. Lo ha deciso il gup Francesco Gianfrotta. Il processo si aprirà il 15 gennaio in Corte d’Assise e riguarderà, oltre ai sei imputati, anche l’azienda nella veste di persona giuridica.

Omicidio volontario Accolte le ipotesi del pm Raffaele Guariniello e rinviati e giudizio l’amministratore delegato Harald Espenhan per il reato di omicidio volontario con dolo eventuale e degli altri cinque imputati per omicidio colposo con colpa cosciente; a tutti è stata contestata l’omissione dolosa di cautele antinfortunistiche. E’ stata accolta anche la richiesta di rinvio a giudizio della società, per il reato di omicidio colposo con colpa cosciente commesso dai singoli imputati, "perché il reato è stato commesso nell’interesse e a vantaggio della società", come aveva spiegato il pm Raffale Guariniello.

I sei imputati nel processo Sono Harald Espenhah, amministratore delegato in Italia della Thyssen; Marco Pucci, Gerald Pregnitz e Giuseppe Salerno, responsabili a vario titolo dello stabilimento torinese; Daniele Moroni, dirigente di Terni, e Cosimo Cafueri, responsabile del servizio prevenzione e protezione dai rischi.

Guariniello: "Decisione storica" Così il procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello ha commentato la decisione di rinviare a giudizio gli imputati. Il pm è stato il primo a uscire dall’aula dopo la lettura da parte del gup delle sue decisioni. Visibilmente soddisfatto Guariniello ha sottolineato che "non era mai successo che si arrivasse ad un rinvio a giudizio sia per le persone fisiche che per la società per i reati che abbiamo contestato". Soddisfazione anche dei parenti delle vittime presenti in aula che sono usciti con le braccia alzate in segno di vittoria. Qualcuno ha esclamato "Grazie Guariniello", altri hanno detto "questo è solo l’inizio, ora devono andare in galera".

I familiari delle vittime "È la nostra prima grande vittoria". Così, uscendo dall’aula, i familiari dei sette operai morti hanno commentato il rinvio a giudizio dei sei imputati. Una donna, davanti ai giornalisti, ha scandito uno per uno i nomi dei dirigenti chiamati in causa e ha aggiunto: "Andrete in galera maledetti assassini".

L'ex operaio deputato "Speriamo sia una sentenza spartiacque: per la prima volta nel nostro paese un processo per i morti in un incidente sul lavoro si farà in Corte d’assise. Si tratta di una novità importantissima, di una occasione storica rispetto a quello che finora sono stati i processi di questo tipo". Lo dice Antonio Boccuzzi, l’unico operaio superstite del rogo delle acciaierie ThyssenKrupp oggi deputato del Partito democratico.

Cremaschi (Fiom) "Positiva la decisione del Gup". Lo ha dichiarato Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom-Cgil e responsabile dell’ufficio Salute e sicurezza. "In particolare - ha aggiunto - valutiamo positivamente la decisione di accedere all’imputazione di omicidio volontario nei confronti dei vertici aziendali". "La Fiom, come parte civile nel processo assieme a decine di lavoratori e alle altre organizzazioni sindacali - conclude Cremaschi - si propone di ottenere una sentenza esemplare, che dia giustizia rispetto a quanto avvenuto e suoni a monito nei confronti di chi non fa il proprio dovere per impedire il ripetersi degli infortuni mortali sul lavoro. La decisione oggi assunta dal Gup va nella direzione da noi auspicata".

L'udienza preliminare Si era aperta con le repliche della pubblica accusa l’udienza preliminare del processo sull'incendio alla ThyssenKrupp di Torino, costato la vita, il 6 dicembre 2007, a sette operai. I pm Raffaele Guariniello, Laura Longo e Francesca Traverso, con l’aiuto di slide con la riproduzione di documenti, hanno cercato di smontare le argomentazioni delle difese, in particolare, dell’avvocato Ezio Audisio, sulla conoscenza da parte dei dirigenti dei gravi problemi di sicurezza nello stabilimento torinese della multinazionale dell’acciaio.

Manifestazione Il sindacalista Ciro Argentino, intanto, ha annunciato per il 6 dicembre una manifestazione "per ricordare non solo le vittime della ThyssenKrupp, ma tutte le altre, da Casale Monferrato a Taranto". "In Italia - dice - c’è un morto sul lavoro ogni sette ore. Una situazione che grida vendetta. È la vera emergenza nazionale che non ci pare sia affrontata a dovere dai governanti". Il 6 dicembre un corteo si snoderà dalla fabbrica a palazzo di giustizia. Organizzano le associazioni Legami d’acciaio e Rete nazionale per la sicurezza sui luoghi di lavoro con i sindacati di base.