Rogo Thyssen, sei indagati Il Pm: è omicidio volontario

Dopo soli due mesi e emezzo è stata ufficialmente chiusa, con il deposito degli atti in Cancelleria, l’inchiesta della Procura di Torino sull’incendio alle acciaierie Thyssen Krupp del 6 dicembre scorso in cui morirono sette operai.
Gli indagati sono saliti a sei e per la prima volta in un’indagine relativa a un infortunio sul lavoro è stato contestato, a uno degli indagati, il reato di omicidio con dolo eventuale e incendio con dolo eventuale.
Tutti i sei indagati sono accusati di ommissione dolosa di cautele antinfortunistiche aggravata e a tutti, meno uno, l’omicidio colposo con colpa cosciente e l’incendio colposo. Oltre ai primi tre indagati, l’amministratore delegato della Thyssen Krupp Acciai Speciali Terni Herald Espenhahn e ai consiglieri delegati Marco Pucci e Gerald Priegnitz, le 12 pagine del capo d’imputazione dell’inchiesta sul rogo nello stabilimento torinese riguardano anche un dirigente di Terni, Daniele Moroni, il direttore di stabilimento di Torino Giuseppe Salerno e il responsabile del servizio prevenzione e protezione dai rischi, sempre di Torino, Cosimo Cafueri.
Secondo l’accusa la casa madre tedesca diede disposizioni per il controllo e l’ammodernamento dei sistemi di sicurezza della fabbrica ma la dirigenza torinese non avrebbe messo in atto le misure.