Rogo alla Thyssen: si apre il processo

E' durata un’ora la prima sessione
dell’udienza preliminare per il rogo alla ThyssenKrupp di Torino
del 6 dicembre scorso. Dopo avere ascoltato le richieste di costituzione di parte
civile il gup ha aggiornato la causa al 23 luglio. La difesa: "No al patteggiamento"

Torino - E' durata un’ora la prima sessione dell’udienza preliminare per il rogo alla ThyssenKrupp di Torino del 6 dicembre scorso. Il gup Francesco Gianfrotta, che ha convocato le parti nella maxiaula 1 del palazzo di giustizia, dopo avere ascoltato le richieste di costituzione di parte civile ha aggiornato la causa al 23 luglio. Prima di entrare in aula, l’avvocato Cesare Zaccone, del pool difensivo, rispondendo ai giornalisti ha detto di essere preoccupato per "l’attenzione mediatica, in quanto potrebbe impedire un sereno accertamento dei fatti". Quanto alla somma versata dalla multinazionale ai famigliari delle vittime (12 milioni e 970 mila euro) il penalista ha detto che il risarcimento "costituirà un’attenuante, ma è stato devoluto per solidarietà e non deve essere interpretato come un’ammissione di colpa da parte dell’azienda".

Si apre il processo "Giustizia e condanne severe per la Thyssen Krupp", "Stop alla guerra dei padroni. Basta morti sul lavoro". Sono due degli striscioni che questa mattina campeggiavano sui cancelli del Palazzo di Giustizia di Torino dove nella maxi aula 3 si è aperta, davanti al gup Francesco Gianfrotta, l’udienza preliminare del processo per le 7 vittime della Thyssen Krupp, morte a seguito dell’incendio sviluppatosi nella notte del 6 dicembre scorso sulla linea 5 dello stabilimento torinese. A sostenere l’accusa contro sei manager della multinazionale tedesca il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello, da oggi procuratore capo vicario di Torino, insieme ai due sostituti Laura Longo e Francesca Traverso. I reati contestati vanno dall’omissione di cautele antinfortunistiche, all’incendio colposo, all’omicidio colposo, fino all’accusa più grave di omicidio volontario con dolo eventuale contestata all’amminsitratore delegato della multinazionale tedesca, Harald Espenhahn. La tesi degli inquirenti è che i vertici dell’azienda fossero al corrente delle carenze delle misure di sicurezza degli impianti, ma che avessero volontariamwente deciso di rimandare i lavori di adeguamento.

Guariniello: "No al patteggiamento" Il patteggiamento? "Penso non sia nelle cose". L’abbreviato? "Per noi va bene qualsiasi rito, l’importante è fare il processo e arrivare al più presto ad una sentenza". Lo ha detto il procuratore Raffaele Guariniello alla fine dell’udienza preliminare per il rogo della ThyssenKrupp del 6 discembre scorso. "Per fortuna - ha aggiunto - abbiamo chiuso le indagini velocemente e così, dopo sette mesi, si è giunti al risarcimento delle famiglie delle vittime. Però per la difesa e anche per l’accusa l’obiettivo del processo è un altro: accertare se ci sono responsabilità per quanto e accaduto".