Il rogo «Urlavano: vi ammazziamo»

Non è stata opera di un semplice piromane. L’incendio scoppiato la scorsa notte in via Libero Leonardi, a Cinecittà, in un palazzo abitato soprattutto da italiani, impiegati, professionisti e negozianti, è stato appiccato da qualcuno che sapeva il fatto suo. Il dirigente del commissariato Romanina, Antonio Pignataro, ne è certo: «Siamo in presenza di un episodio dalle dinamiche particolari. Per cospargere di liquido infiammabile un locale lungo 120 metri ci vogliono presumibilmente oltre cento litri di benzina. E bisogna avere a disposizione anche un po’ di soldi per tutto quel carburante, almeno dai 200 ai 300 euro».
Per il dirigente di polizia in zona non si erano mai verificati episodi del genere. Ma c’è chi la pensa diversamente. «È stato un vero e proprio attentato, lo hanno detto anche i pompieri - sostiene Loredana Casella, che abita al settimo piano della scala A - e non è la prima volta che accade». «Al palazzo accanto - aggiunge Emanuela, del secondo piano - è già successo due anni fa e a quallo di fronte l’anno scorso». Tanto che qualcuno aveva pensato di istallare telecamere davanti ai portoni d’ingresso. Ma è dalle dichiarazioni di Simona, anche lei sfollata dal palazzo reso inagibile dalle fiamme, che gli inquirenti sono partiti per cercare di dare un volto all’autore o agli autori dell’incendio. «Maledetti, dovete morire tutti, vi ammazziamo», la donna dice di aver sentito gridare da un gruppo di giovani in fuga dal garage da dove sono partite le fiamme.
Mario, 73 anni, racconta così la sua notte di terrore: «Sono stata l’ultima persona a uscire dalla scala E. Non riuscivo a respirare, era tutto pieno di fumo. Mia moglie non riusciva a camminare, così l’ho portata fuori trascinandola. Siamo usciti in pigiama e camicia da notte, è stato un inferno. Ci hanno avvisato suonando i campanelli delle porte. Pensavo in un primo momento che qualcuno stesse male, invece avevo l’inferno proprio qui davanti». Anche Enzo, anziano residente, ha vissuto una brutta avventura: «Abbiamo avuto paura - dice - scoppi e fiamme circondavano l’intero complesso di palazzi». Gran parte delle 160 famiglie evacuate ha trovato alloggio presso amici e parenti, 61 nuclei saranno invece sistemati un due strutture, in via Tineo e in via Ruderi di Torrenova. Ieri, valigie alla mano, hanno lasciato i propri appartamenti ancora sconvolti e con i visi e gli indumenti anneriti. Dovranno stare fuori casa per parecchio. Anche se l’edificio non ha subito danni strutturali, infatti, l’incendio ha danneggiato le tubature di gas, luce e acqua. Il Comune ha annunciato che si farà carico delle spese per far rientrare in casa entro Natale gli inquilini, in attesa che l’assicurazione paghi i danni. «È stato un danno così grande che abbiamo rischiato una tragedia», ha commentato il sindaco Gianni Alemanno dopo aver visitato lo stabile.