Rom Alt alle proroghe per tre accampamenti

Villa de Sanctis (ex Casilino 23), via Teano, via degli Angeli, dopo sette mesi di attese e rinvii è giunto lo stop alle proroghe sugli accampamenti. La commissione speciale per le politiche della sicurezza urbana, due giorni fa, ha detto «basta» alle baracche e agli insediamenti abusivi nel VI municipio.
Bivacchi in strutture fatiscenti e tendopoli sono lo scenario abituale di ettari di terreno di proprietà privata (per la maggior parte in possesso di grosse società immobiliari), destinate ad aree verdi, così come definito dal Prg. Abbandonate a se stesse, sono da anni la facile preda dei rom. Fino a ora i controlli non sono mancati. Continui da parte dei vigili urbani, ma sporadici e marginali quelli delle società proprietarie, responsabili della messa in sicurezza e della bonifica degli appezzamenti.
A poche settimane dalla fine del censimento sugli insediamenti abusivi nella capitale, promosso dal comune, Fabrizio Santori, presidente della commissione, chiede di procedere affinché alle autorità competenti possano essere trasmesse nel minor tempo possibile le direttive per procedere agli sgomberi, da mesi bloccati da un’ordinanza della questura che li aveva rimandati a data da destinarsi. Il censimento, effettuato sull’intera area del VI, ha indicato un degrado «critico» di quattro campi su sei. Tra questi sono inclusi proprio gli insediamenti situati nelle zone in attesa di essere smantellate, le cui proprietà appartengono a privati come la I. Fin 50 e Gruppo Zappieri costruzioni (via Teano), la Tucano Srl (via degli Angeli), e la società S. Agata sviluppo immobiliare (Villa De Sanctis). Gli stessi problemi sono stati riscontrati in via Verrio Flacco, proprietà Ater. Una situazione «normale» di degrado è invece quella del campo nomade attrezzato e gestito dal Comune di via dei Giordani e via Orazio Pierozzi. Preoccupante anche la situazione nel parco ex Snia Viscosa, situato tra Largo Preneste e via Portinaccio, che era destinato a ospitare impianti della Sapienza, ma dopo lo sgombero effettuato dall’ex giunta, è diventato nuovamente polo di ricoveri di fortuna.